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Autore Erika Favaro :: 8 Gennaio 2016

Spesso vengono ricordati per un solo grande film o condannati all'oblio per un singolo errore, ecco cinque autori la cui filmografia è poco conosciuta

Walter Hill

Il cinema ci regala centinaia di film all'anno, i registi di cui sentiamo parlare sono solo una minima percentuale di quelli che in realtà esistono. E nel mondo dell'arte è risaputo, il pericolo dell'oblio è dietro l'angolo. Molti sono i grandi autori di cui dopo qualche anno Hollywood si dimentica, ma che per fortuna vengono tenuti vivi dalla memoria e dalla passione di alcuni cinefili. Ecco cinque tra i registi più sottovalutati di sempre:

Tony Scott
È ironico notare come uno dei più grandi registi di film d'azione (Top Gun, Nemico pubblico) abbia iniziato la propria carriera partendo dal documentario. Cresciuto dietro l'ombra del suo fratello Ridley, Tony Scott, che peraltro è scomparso pochi anni fa, venne notato grazie alle sue regie di spot pubblicitari ed esordì al cinema nel 1983 con Miriam si sveglia a mezzanotte. Il film non riscosse troppo successo ma piacque a Don Simpson e Jerry Bruckheimer, i due produttori che qualche anno dopo gli commissionarono Top Gun.

Walter Hill
Dici Walter Hill e pensi subito a 48 ore, il film del 1982 che presentò al mondo Eddie Murphy, ma la carriera del regista è in realtà molto più vasta. Hill ha iniziato la sua avventura nel cinema nelle vesti di sceneggiatore, scrivendo i dialoghi asciutti in stile haiku de La morte arriva con la valigia bianca, il suo secondo lavoro come regista invece - Driver l'imprendibile – è un piccolo gioiello del noir. Il suo più grande film però resterà sempre I guerrieri della notte del 1979.

Paul Schrader
Un altro caso di sceneggiatore approdato alla regia, Schrader ha dimostrato quanto sia importante per un regista saper lavorare con le storie, anche le più semplici. Da una frase minima come “l'uomo nella stanza” possono nascere storie ricche di riflessioni, da lì scaturiscono i suoi film che parlano di solitudine, autodistruzione e redenzione. È lui lo sceneggiatore dietro a Taxi Driver di Scorsese ed è lui il regista di American Gigolo con Richard Gere.

Joel Schumacher
Succede ancora, nella musica come nel cinema: succede che un singolo errore possa far precipitare la carriera di un artista. Così è successo a Schumacher con il flop al botteghino di Batman & Robin. Aveva cominciato la sua carriera come costumista alla fine degli anni Settanta, ma poi capì che la sua strada era la regia ed esordì con The Incredible Shrinking Woman  nel 1981. Dagli adolescenti vampiri di Ragazzi perduti alle questioni razziali in Il momento di uccidere, Schumacher non ha mai voluto scegliere tra arte e intrattenimento, è quasi sempre riuscito a farle convivere.

[Leggi anche: Chi sono i registi più perfezionisti della storia del cinema?]

William Wyler
Come molti cineasti, William Wyler era famoso per essere perfezionista; la sua fu una carriera lunga e prolifica, che lo vide collezionare moltissime nomination agli Oscar. Sapeva circondarsi di ottimi attori come Bette Davis, Kirk Douglas ed Audrey Hepburn e aveva il fiuto anche per i grandi romanzi da adattare sul grande schermo come Cime tempestose o L'ereditiera. Il pubblico conosce soprattutto Ben Hur e Vacanze romane, ma c'è molto altro materiale che merita nella filmografia del regista morto nel 1981.

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