Ritratto di Redazione
Autore Redazione :: 10 Settembre 2016

Al Festival di Toronto Oliver Stone, dove ha presentato il suo nuovo film "Snowden", ha detto che Hollywood è come una fabbrica

Oliver Stone

Oliver Stone al fesival di Toronto sempre più sottilmente polemico. Stone pare divertirsi ad essere fuori dalle parti. Intorno a lui un mondo che non si sa dove stia andando.

Cominciamo dalle recenti elezioni. Intanto il suo rapporto con Donald Trump, che qualche anno fa collaborò con lui, in un piccolo cameo in Wall Street: Il denaro non dorme mai. Il regista ammette che non ha niente contro di lui figuriamoci poi a ripescare oggi un caso del genere... (il fatto che taglià una scena col candidato). Semplicemente quella scena girata con Trump fu scartata in postproduzione perché era troppo lunga.

Stone si è detto convinto che Trump non vincerà le elezioni perché ha i media schierati contro di lui. M cosa più grave ha detto che i politici candidati non si interessano dei reali problemi: "Nessuno dei candidati parla di rproblemi che interessano. Specialmente, ma non voglio fare nomi, per esempio nessuno parla di Snowden, o dello stato di sorveglianza che caratterizza il nostro sistema... ".

Questo fa il paio con il fatto che Stone sia completamente disinteressato alla politica di oggi e soprattutto alle lezioni e non abbia alcun interesse a farne un film come in passato.

Passando poi alla situazione di Hollywood, altra bordata da Stone, che ritiene l'industria una sorta di fabbrica compulsiva dove gli attori non hanno mai il tempo di prepararsi  in maniera seria per un personaggio e sono costretti a passare da un film all'altro, addirittura in simultanea 4 o 5 film all'anno! Tutto questo non ha niente a che vedere con l'arte dell'interpretazione.

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