Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 8 Agosto 2014

Il maestro Hayao Miyazaki, ritiratosi mesi fa, potrebbe tornare a "fare qualcosa": queste le parole del produttore veterano dello Studio Ghibli, Toshio Suzuki, di recente frainteso grossolanamente su una chiusura (mai dichiarata) dello Studio Ghibli

Hayao Miyazaki

Hayao Miyazaki, il padre e l'icona contemporanea dell'animazione giapponese, potrebbe tornare in attività: da Tokyo è infatti questa l'indiscrezione filtrata dopo le dichiarazioni del produttore veterano dello Studio Ghibli, Toshio Suzuki, dopo un documentario andato in onda su TBS questa domenica nel quale si discuteva proprio sui destini della casa di produzione. Le parole del produttore sono state letteralmente "(Miyazaki) potrebbe fare ancora qualcosa", a cui Suzuki aggiunge che "è una mia opinione, ma credo che si tratterà più che altro di un cortometraggio": il vecchio saggio sostiene che il maestro Miyazaki abbia parlato con lui circa un possibile cortometraggio da realizzare per il Ghibli Museum a Mitaka, Tokyo.

Suzuki era anche apparso giovedì mattina nello show televisivo di NHK "Asa Ichi" per chiarire alcune sue dichiarazioni precedenti circa la casa di produzione, ormai giunta ai 30 anni di età. "Stiamo cambiando la maniera di fare animazione", ha dichiarato Suzuki senza entrare nello specifico, "noi vogliamo creare la compagnia che abbiamo sempre sognato; abbiamo pensato che dovremmo fare qualcosa che veramente ci calza a pennello e non impegnarci in prodotti che non sono fatti per noi. In precendenza siamo stati capaci di realizzare il sogno di un tempo e siamo stati felicissimi di averlo fatto, ma ora è il momento di dover pensare a quello che faremo in futuro".

Una dichiarazione che di certo non lascia trasparire nulla di preciso o definitivo. Tra l'altro, proprio negli scorsi giorni, le parole di Suzuki al documentario di TBS sulla momentanea pausa dello studio da impegni di produzione per tirare le somme per il futuro visto il ritiro del 'capo' Miyazaki sono state equivocate al punto che in rete sono apparse notizie fasulle sulla chiusura definitva dello Studio Ghibli.

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