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Autore Marco Rovaris :: 17 Luglio 2014

I giganti della montagna degli anni '60 in un film che racconta le incredibili scalate del Monte Bianco e del Pilone Centrale del Freney. Daniele Vicari farà uso di tecnologie speciali per creare virtualmente un set tridimensionale dello strapiombo

Walter Bonatti e il Monte Bianco

Lunedì scorso è iniziata la prima fase di lavorazione - quella digitale - del prossimo progetto di Daniele Vicari, Bianco, che si concluderà a dicembre, giusto per rimanere in tema di neve visto che si parla del Monte Bianco, prima vetta europea e principe della catena alpina. Il secondo periodo di shooting inizierà invece a marzo 2015 e vedrà impegnati sette attori, tre italiani e quattro francesi, che impersoneranno gli eroi che, negli anni Sessanta, intrapresero un'avventura alpinistica senza precedenti, rischiando la vita nella scalata di uno dei punti più critici in assoluto. Si tratta del Pilone Centrale del Freney, caratterizzato da uno strapiombo terrificante che si estende per 750 metri di altezza, in apparenza impossibile da avvicinare.

Uno dei protagonisti era il leggendario scalatore bergamasco Walter Bonatti, venuto a mancare lo scorso anno. Vicari ha dichiarato che girare questo film sarebbe stato impensabile fino a qualche anno fa, a causa dell'impraticabilità della location, che non permette riprese comode né consente ripetuti ciak con gli attori appesi a una parete che dà su un ghiacciaio sottostante.

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Il momento però è arrivato, grazie alla tecnolgia che aiuterà la crew a creare un set virtuale e tridimensionale dopo la registrazione di dati grazie a un sistema di fotogrammetria aerea in grado di realizzare rilievi video-fotografici ad alta risoluzione dell'intero percorso previsto nel film. Seguirà la realizzazione di uno storyboard digitale e la costruzione della scenografia in studio, poi gli attori reali saranno liberi di muoversi al suo interno. Non mancheranno, in ogni caso, riprese volanti con droni ed elicotteri.

Il regista ha citato Gravity per far capire il peso dello sforzo, ovviamente con il dovuto raffronto tra shuttle nello spazio e montanari sulle Dolomiti. La tecnologia digitale va utilizzata con sapienza e con arte, proprio come il direttore della fotografia Lubezki ha fatto con il film di Cuaròn, guadagnandosi anche l'Oscar. 

Bianco è una coproduzione Italia-Francia ed è prodotto da Francesco Virga e Gianfilippo Pedote della Mir Cinematografica con la francese Aeternam, sviluppato con Rai Cinema e con il supporto della Valle d'Aosta Film Commission. Ispirata al romanzo di Marco Albino Ferrari Freney 1961 – Tragedia sul Monte Bianco, la sceneggiatura è scritta da Daniele Vicari, Massimo Gaudioso, Francesca Manieri e Marco Albino Ferrari.

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