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Autore Simona Carradori :: 22 Settembre 2016

La parola ai produttori di "Westworld", che in un breve video raccontano gli obiettivi dello show e gli aspetti più importanti del concept, come il ribaltamento della prospettiva e l'esistenzialismo legato alla "vita" degli androidi

Westworld

Di recente vi abbiamo parlato di Westworld, l'attesa serie tv di HBO - ispirata all'omonimo film del 1973 - che farà il suo debutto lunedì 3 ottobre su Sky Atlantic alle 3.00, in contemporanea con gli Stati Uniti.

Prodotta da Jonathan Nolan, Lisa Joy e J.J. Abrams, la serie - che racconta di un parco a tema vecchio west dove sono impiegati degli androidi - vuole esplorare il rapporto tra esseri umani e intelligenze artificiali da un punto di vista esistenziale, focalizzandosi sulla volontà delle macchine di vivere una vita vera, essere reali ed esistere nel mondo.

[Leggi anche: "Westworld", nuova promo e featurette per la serie tv più attesa dell'anno]

“Quando si va a scavare più a fondo ci sono tutte queste grandi domande a livello emozionale, domande che parlano delle nostre più grandi paure, delle nostre più grandi passioni, e come ci comportiamo quando tutto questo viene messo in discussione”, dichiara J. J. Abrams, seguito dalla produttrice e creatrice Lisa Joy, che invece parla dell'importanza del ribaltamento della prospettiva ai fini della trama: "In che senso? Nel senso che fin da subito si entra in connessione con gli host, gli “ospitanti”, termine con cui vengono chiamati gli avanzatissimi androidi".

In questa breve video intervista, i produttori ci raccontano qualcosa in più riguardo Westworld, facendo luce sugli obiettivi dello show e sugli aspetti principali del concept. Ecco il video:

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