Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 2 Marzo 2015

Cosa c'è dietro il misterioso montaggio che fa percepire "Birdman" come un unico piano-sequenza? Il team di Rodeo FX, dopo la scorpacciata di Oscar, racconta come e dove sono nascosti gli effetti visivi, il digitale e il morphing nel film dell'anno

Birdman

Una volta conquistati gli Oscar meritati, Birdman scopre un po' di più le sue carte e il team di Rodeo FX, che ha curato gli effetti visivi del film, rivela qualche particolare sulla computer grafica utilizzata per apportare qualche ritocchino alla complessa operazione di regia messa in piedi da Alejandro González Iñárritu e dal direttore della fotografia Emmanuel Lubezki, premiato anch'egli con la statuetta per il sofisticato lavoro sul set.

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Rodeo FX ha spiegato - come riporta The Hollywood Reporter - che i trucchetti grafici sono stati usati per commistionare differenti takes di ogni attore all'interno di una sequenza sola, favorendo la percezione di una visione d'insieme. Infatti uno dei motivi del successo di critica del film riguarda proprio la sensazione che l'intera vicenda sia un favoloso piano-sequenza di 119 minuti che si snoda all'interno di una storia complicata e aggrovigliata proprio come lo sono i percorsi lungo i quali il protagonista cammina avanti e indietro, su e giù per le scale, dentro e fuori scena, per tutto il film.

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Per la verità l'intero flow di Birdman è costruito su una concatenazione di singoli shot, della durata media di dieci minuti circa, un po' sulla lezione hitchcockiana di Nodo alla gola, anche se con fondamenti diversi. Lubezki aveva dichiarato che era tutto reale e che stare sul set era come essere a una performance live di un concerto: uno sbaglio avrebbe significato rifare tutto. 

Ma alla fine la verità sulla manipolazione digitale è venuta fuori proprio da chi ne è stato l'artefice. Una delle scene in questione vede Keaton e Norton insieme sul palco, ma si tratta di due shot differenti che sono stati messi insieme in un secondo tempo. Lo spiega l'executive dei visual effects di Rodeo FX Jordan Soles: "Ad Alejandro piacevano un take di Keaton e un altro di Norton. Così quando la camera si sposta dall'uno all'altro, differenti riprese della stessa scena sono state incollate insieme. Lo shot di Norton era inquadrato un po' diversamente, così abbiamo ricreato una parte del palcoscenico e dei sedili del teatro in computer grafica" di modo che il risultato finale sembrasse una ripresa ininterrotta. 

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Era ovvio che, essendo molte scene girate con Steadicam e con camera a mano, il montaggio avrebbe necessitato degli effetti visivi per mettere insieme il tutto, ma i fautori di queste magie hanno preferito aspettare il dopo Oscar per dire qualcosa di specifico. 

Inoltre il regista ha girato più volte la stessa scena e, invece di usare solo una di queste nel montaggio finale, ha spesso scelto elementi da takes differenti per poi combinarli come in un puzzle. Soles spiega che Iñárritu "avrebbe preferito performance diverse da attori diversi, così non si trattava solo di combinare delle sequenze, ma anche delle interpretazioni, in alcuni casi trasformare tramite morphing teste e busti". 

Secondo la compagnia si parla di circa 100 interventi per "incollare" segmenti e performance, 60 per scene (a esempio) di distruzioni e di volo: quindi una buona parte del film è passata attraverso il lavoro di Rodeo FX. In computer grafica sono stati creati finestre, sfondi e porte d'ingresso funzionali al montaggio delle scene. Essendoci un limite nella quantità di reframing che la troupe poteva fare, in post-produzione è stato necessario ricostruire quello che mancava; questo anche perché il regista e il DOP avevano pianificato il film inquadratura per inquadratura.

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Rodeo FX ci ha messo del suo anche nel ritmo, dovendo rallentare o velocizzare le scene per far combaciare il girato con la batteria della colonna sonora. Per creare il personaggio di Birdman nelle inquadrature dove questi compare con Keaton, l'attore prima è stato filmato leggendo le battute del supereroe contro il green screen. Per il girato, uno stuntman interpretava il supereroe e la computer grafica vi ha applicato la faccia di Keaton.

Più comuni le creazioni in digitale di riflessi fasulli nello specchio (in caso contrario la crew si sarebbe vista) e degli oggetti spostati dai poteri di telecinesi del protagonista.

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