Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 23 Novembre 2014

L'arrivo in Italia del colosso dello streaming on demand pare cosa fatta: Telecom si è accordata con Netflix per il 2015. Ma come la mettiamo con la banda larga, che latita in più di metà delle case? E chi traduce i film e le serie tv agli italiani?

Netflix

Telecom si è accordata con il colosso Netflix, che si appresta ad arrivare in Italia nel 2015: questo significa che il video on demand su Internet arriverà in tutte le case italiane il prossimo anno. Notizia che stupisce, in realtà, perché fino a meno di due mesi fa si parlava di incapacità totale del sistema italiano di poter accogliere una novità del genere, sia per motivi tecnici sia per attitudini culturali.

Al Festival del Cinema di Venezia di quest'anno, durante l'incontro "VOD in China and Europe - What is the strategy for Netflix arrival”, la discussione circa Netflix in Italia si arenava a ripetizione per problematiche legate alle infrastrutture: il 45% degli italiani non è munito di banda larga, necessaria per una piattaforma che mette a disposizione mensilmente migliaia di film in streaming on demand. La percentuale è abbastanza preoccupante se si pensa che la media dei paesi europei più 'evoluti' vanta un onesto 73%.

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Al contempo c'è un fattore culturale che include diverse riflessioni: l'italiano medio tende a piratare, scaricare ed escogitare trucchi con i quali già vede film in streaming, e sicuramente non pagare dà un gusto tutto diverso nel Belpaese. Inoltre la distribuzione via web dei contenuti non è garantita con i sottotitoli, problema non indifferente per un popolo notoriamente indietro dal punto di vista della comprensione delle lingue straniere e abituato a tradurre non solo i dialoghi di film o serie tv, ma anche nomi di autori classici o di città - da ricordare le creazioni nostrane "Londra" o "Giulio Verne".

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Certo il costo per Netflix è sostenibilissimo e la quantità di film a disposizione è impressionante. Se l'Italia ce la fa non sarebbe davvero male e il passo rappresenterebbe un'evoluzione indiscutibile dal punto di vista tecnologico, implicando la soluzione a banda larga utile non solo allo streaming on demand ma anche all'uso più proficuo della rete, per il telelavoro e qualsiasi altro utilizzo.

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