Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 8 Agosto 2015

Da Darius Khondji (Midnight in Paris) a Rodrigo Prieto (The Wolf of Wall Street), passando per Bruno Delbonnel (Il favoloso mondo di Amélie) e Luciano Tovoli (Suspiria): ecco alcuni preziosissimi consigli per aspiranti direttori della fotografia

Rodrigo Prieto

Ottimo l'articolo che ci propone American Cinematographer, rivista ufficiale dei direttori della fotografia americani, la quale ha interpellato alcuni dei migliori professionisti del settore per chiedergli la fatidica domanda: “Qual è il miglior consiglio professionale che tu abbia mai ricevuto?”. Alcune risposte sono illuminanti... vediamo alcuni esempi:

“Il miglior consiglio professionale che abbia mai ricevuto viene da un'intervista con Gordon Willis, che ha sottolineato l'importanza di avere sempre un punto di vista quando approcci una scena. È la prima domanda che mi faccio quando inizio il mio lavoro: Qual è il punto di vista? Di chi è? Una volta che ho la risposta alla domanda, tutto il resto va al suo posto con più leggerezza”.
- Ernest Dickerson (Malcolm X, Law & Order - I due volti della giustizia)

“I bordi delle inquadrature sono spesso più interessanti del centro”.
- Luciano Tovoli (Suspiria, Tenebre)

“Jin Fanforth mi ha insegnato il valore dell'autocritica e come vedere il tuo lavoro nella maniera in cui lo vedrà il pubblico. Poi, durante L'impero colpisce ancora, George Lucas mi ha mostrato una ripresa da un elicottero, e io gli chiesi se potessi aggiungere una creatura che camminava, una cosa che però sembrava impossibile da fare per colpa di alcuni problemi tecnici. Mi ha detto, 'Pensaci un attimo', e dopo 15 minuti avevo una soluzione. Quell'episodio mi ha insegnato che la risposta giusta potrebbe essere solo ad un pensiero di distanza”.
- Dennis Muren (Mission: Impossible, WALL-E)

“Quando ero assistente, un caposquadra mi ha detto: 'Non correre sul set!', perché dopo mostri a tutti che probabilmente hai dimenticato qualcosa. Ancora oggi non corro mai sui set, e cerco di non dimenticarmi troppe cose”. 
- Bruno Delbonnel (Il favoloso mondo di Amélie, Harry Potter e il principe mezzosangue)

“Da Owen Roizman: Non c'è bisogno di avere un ego come uomo. Fai che il tuo lavoro su quello schermo sia il tuo ego”.
- Crescenzo Notarile (CSI – Scena del crimine, Ghost Whisperer – Presenze)

“Nel mio primo giorno di lavoro come assistente, il production manager era in ritardo, e un attrezzista ha detto: 'È irrispettoso essere in ritardo a un giorno di riprese'. Mi ha fatto una grande impressione”.
- Rodrigo Prieto (The Wolf of Wall Street, Brokeback Mountain)

“1) Impara ad ascoltare; 2) Scegli un'idea forte per ogni film; e infine 3) Cerca di capire veramente le tue motivazioni, il perché fai una cosa piuttosto che un'altra, e la direzione che prendi nel tuo lavoro”.
- Darius Khondji (Midnight in Paris, Amour)

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“Non perdere mai l'occasione di stare zitto. Ciò che non ti hanno detto al corso di direzione della fotografia è che il tuo lavoro consiste per il 50% di direzione della fotografia e per il 50% di diplomazia. Ho imparato duramente che quando le cose vanno male, come ogni tanto succede, sarebbe meglio prendersi una pausa e riflettere su cosa stia succedendo e perché, prima di aprire bocca e sbottare la prima cosa che ti viene in mente”.
- Bill Bennett (Wild Eyes: The Abby Sunderland Story)

“Dopo aver sentito un attore che si lamentava dicendo che gli mettevo troppa luce agli occhi, il produttore esecutivo mi ha chiamato nel suo ufficio per dirmi che io potevo essere licenziato, che lui poteva essere licenziato, ma che l'attore non sarebbe mai potuto essere licenziato. È stata una grande lezione di realtà politica”.
- Robert Primes (Felicity, I due criminali più pazzi del mondo)

“Dal mio agente: 'Sii la persona più felice sul set'. Aveva ragione”.
- Frank Byers (Twin Peaks, Hawthorne)

“Joe Ruttenberg mi ha portato a casa sua e mi ha mostrato i suoi due Oscar. Poi mi ha detto di fare il montatore, perché i montatori hanno più controllo rispetto il direttore della fotografia. Non mi ha scoraggiato, ma mi ha reso consapevole di quanto non avessi il pieno controllo del prodotto finito. È una lezione che sto ancora imparando".
- Charles Minsky (Pretty Woman, Capodanno a New York)

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