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Autore Pierre Hombrebueno :: 27 Marzo 2016

Continuano le discussioni sul controverso Screening Room, device creato da Sean Parker che si propone di portare i film in prima visione (ovvero il giorno stesso della loro uscita nelle sale) direttamente a casa degli spettatori

Screening Room

Continuano le discussioni sul controverso Screening Room, device creato da Sean Parker che si propone di portare i film in prima visione (ovvero il giorno stesso della loro uscita nelle sale) direttamente a casa degli spettatori, il tutto al prezzo di 50 dollari per ogni singola opera. Il progetto ha già diviso Hollywood (Martin Scorsese, Steven Spielberg e J.J. Abrams sono assolutamente pro, mentre James Cameron, Christopher Nolan ed M. Night Shyamalan si sono dichiarati contro), e il dibattito non accenna a diminuire.

Una delle maggiori paure dei detrattori, oltre ovviamente al fatto di allontanare la gente dalle sale, è quella di alimentare ulteriormente il problema della pirateria. Per quanto il player si dichiari sicuro al 100%, infatti, molti sostengono che i più esperti troveranno sempre e comunque un modo per copiare un film e diffonderlo poi in rete. La International Union of Cinemas (UNIC) si è detta preoccupata dell'iniziativa, sottolineando quanto Screening Room possa “aumentare la circolazione di proprietà protette da copyright in alta qualità fin dal loro primo giorno nelle sale”. Della stessa posizione la UK Cinema Association, che ha dichiarato di esser pronto a collaborare per trovare idee comuni di cui possa beneficiare l'intera industria, ma non attraverso il device di Parker, che reputano “un enorme rischio per la prosperità futura”.

[Leggi anche: James Cameron e Christopher Nolan contro Spielberg e Abrams sulla questione Screening Room]

Insomma, vista così sembrerebbe proprio che l'avventura di Screening Room sia destinata a non partire mai, anche perché pure svariate major stanno esprimendo delle perplessità in proposito. Ha detto ad esempio Randy Greenberg della Warner Bros sul rischio pirateria: “Non penso ci sia una maniera per garantire una sicurezza al 100%, sopratutto quando si trasferisce una così grande quantità di file digitali direttamente al consumatore”.

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