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Autore Pierre Hombrebueno :: 29 Dicembre 2016

Da "Krisha" di Trey Edward Shults a "Hardcore" di Ilya Naishuller, ecco alcuni dei film più rischiosi e coraggiosi del 2016

Krisha

Il rischio, si sa, è la linfa vitale del cinema. Senza il coraggio di certi registi (e certi produttori che decidono di finanziarli), non godremmo della creatività e dell'euforia tanto importanti per la scena indie. 

Anche il 2016 ha visto una sfilata di operazioni rischiose, e basti pensare ad esempio a Krisha, film realizzato dal ventisettenne Trey Edward Shults, che tirando fuori un budget di soli 7000 dollari, ha girato un documentario sulla propria famiglia disfunzionale. L'opera ha poi fatto il giro dei festival ottenendo premi da tutte le parti e l'elogio della critica, e al suo primo weekend d'uscita nelle sale, ha già recuperato i soldi spesi per la propria realizzazione. 

Uno che non si tira mai indietro in quanto a rischi, di sicuro, è poi il filippino Lav Diaz, che allo scorso Festival di Berlino ha presentato A Lullaby to Sorrowful Mystery, 8 ore di film che difficilmente troverà una collocazione nella consueta distribuzione cinematografica. Ad arrivare, però, è l'Alfred Bauer berlinese, premio dedicato al film più innovativo del concorso, e consegnato niente di meno che dalla divina capogiuria Meryl Streep.

Ancora: come non pensare a Hardcore di Ilya Naishuller, action di 1 ora e 36 minuti totalmente girato in soggettiva. Ok, non si tratta certamente del primo lavoro girato in POV (e basti pensare a a La donna del lago), ma di certo, è il primo che ha iniettato l'espediente nel territorio dell'azione più pirotecnica. Il pubblico ha risposto abbastanza bene: 9 milioni i dollari guadagnati al botteghino americano, di fronte a un budget speso di “soli” 2 milioni.

Infine, ecco poi Hooligan Sparrow, documentario dell'esordiente Nanfu Wang, che ha voluto far luce su alcuni casi di stupro su minori che il governo cinese ha cercato di insabbiare. Nel farlo, il team creativo ha subito le minacce più gravi, finendo addirittura menati dalla polizia e rinchiusi in prigione. Un rischio, quello che si è preso il film, che va al di là del cinema.

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