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Autore Pierre Hombrebueno :: 10 Aprile 2016

Non sempre i film sono facili da capire, e ogni tanto succede d'interpretare una scena in una determinata maniera, per poi rendersi conto che in verità il regista voleva dire una cosa assolutamente diversa. Ecco alcuni esempi chiave

Inception

Non sempre i film sono facili da capire. Ogni tanto succede d'interpretare una scena in una determinata maniera, per poi rendersi conto, parlando con gli amici, di aver clamorosamente toppato. Altre volte ancora, invece, ad essere sviati sono praticamente tutti gli spettatori, presi da una sorta di abbaglio collettivo: vediamo alcuni esempi.

Particolarmente ambigua, di sicuro, è la scena finale di Inception, uno dei film più celebrati di Christopher Nolan. Qui vediamo Leonardo DiCaprio che fa girare la famigerata trottola, prima di andarsene via lasciandola in bella vista dell'audience. I fan, chiaramente, hanno iniziato con le varie interpretazioni, sostenendo che l'autore abbia voluto lasciarci col dubbio amletico che il protagonista possa essere in verità dentro un sogno. Eppure, secondo lo stesso Nolan, in verità la sua intenzione era praticamente opposta: con l'epilogo, infatti, voleva semplicemente sottolineare quanto DiCaprio abbia ormai rinunciato a capire la dimensione in cui si trova. Ovvero: non gliene frega più assolutamente nulla di realtà o sogni. E se non gliene frega più nulla a lui, perché mai gli spettatori si struggono al suo posto?

Ecco poi un'altra scena finale memorabile, quella di Lost in Translation. Scarlett Johansson e Bill Murray stanno per lasciare Tokyo, e al loro ultimo incontro, si dicono qualcosa di poco udibile alle orecchie. Per molti si trattò di un epilogo romantico, interpretando il gesto dell'attore come una possibile promessa amorosa. E invece, stando allo script originale di Sofia Coppola, in verità il protagonista avrebbe sì rivelato il suo amore per la donna, ma convincendola infine a tornare da suo marito, riconoscendo l'impossibilità di una storia fra loro due. Insomma, un finale tutt'altro che happy, e davvero molto molto Lost. 

Ancora: per molti cinefili, l'ultima scena di Atto di forza (1990) rappresenta un finale felice, con Quaid (Arnold Schwarzenegger) avvolto da un grande flash solare. Come ha spiegato il regista Paul Verhoeven, però, quei raggi illuminati rappresentano in verità una lobotomia: altro che libertà e gioia, il dottore ha appena infilzato una lama nel cervello del nostro eroe!!

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Infine, impossibile non citare un film intrippatissimo come Donnie Darko di Richard Kelly. Diversi spettatori hanno visto il protagonista principale come una sorta di Gesù Cristo dopo che si è sacrificato facendo crollare un aereo sulla propria testa in maniera da modificare il lasso temporale e salvare i suoi cari; l'autore, però, ha preferito semplificare, spiegando che Donnie non si è ucciso per salvare qualcuno, ma solo perché era ormai soddisfatto della propria vita e bramoso d'incontrare Dio. Ok, questa era l'intenzione di Kelly, ma noi stiamo comunque con la prima – ben più interessante ed evocativa – interpretazione. 

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