Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 5 Marzo 2015

Da "L'ultimo Valzer" di Martin Scorsese a "Joe Strummer: The Future is Unwritten" di Julien Temple, ecco i nostri documentari musicali preferiti

I Beatles

Dopo avervi precedentemente parlato dei nostri biopic musicali preferiti (da Io non sono qui di Todd Haynes a Bird di Clint Eastwood), affrontiamo ora un altro genere affine, ovvero il documentario musicale tout court, da sempre capace di attirare in sala non solo il pubblico affezionato dei cinefili, ma anche i semplici fanatici di chitarre più o meno distorte.

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Nel corso dei decenni, oltre ai più celebri documentaristi del panorama, si sono buttati nel genere anche alcuni maestri della settima arte. Pensiamo a Martin Scorsese, che durante la sua lunga carriera ci ha dato diversi docu musicali diventati cult, tra cui George Harrison: Living in the Material World, sull'ex membro dei Beatles, e Shine a Light, focalizzato su un concerto dei Rolling Stones. Eppure, la sua opera più celebre nell'ambito è sicuramente L'ultimo valzer del 1978, realizzata solamente due anni prima del capolavoro Toro Scatenato. Qui, Scorsese riprende l'ultimo concerto di The Band, immortalando un tripudio di gioia per tutti gli amanti del rock n' roll; tra gli artisti presenti sul palco, ci sono infatti Bob Dylan, Neil Young, Joni Mitchell, Neil Diamond, Ringo Starr, Van Morrison, Eric Clapton e Ronnie Hawkins.

Imprescindibile maestro è poi Julien Temple, il quale vanta almeno due documentari che ogni singolo punk sul pianeta dovrebbe vedere: da una parte, Sex Pistols – Oscenità e furore, che narra le vicende della celebre band capitanata da Johnny Rotten e Sid Vicious, con tanto di interviste a David Bowie, Alice Cooper, Bryan Ferry e altri; poi, Joe Strummer: The Future is Unwritten, il quale si focalizza invece sul mitico vocalist dei Clash scomparso nel 2002. Anche in questo caso, numerose sono le partecipazioni speciali, da Bono dei U2 a Steve Buscemi, passando per John Cusack e Johnny Depp.

Ancora: nel 1970 Michael Wadleigh ha fatto un grande favore al mondo, immortalando l'epico concerto di Woodstock tenutosi l'anno prima. Sul leggendario palco si alternarono Jimi Hendrix, Santana, i Jefferson Airplane, Joe Cocker, Janis Joplin, i Crosby Stills & Nash, gli Who, e diversi altri mostri sacri entrati giustamente nella storia.

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Altri docu musicali a cui varrebbe la pena dare un'occhiata? Per i fan dei Beatles, segnaliamo The Beatles: The First US Visit (Albert Maysles, David Maysles, Kathy Dougherty, Susan Froemke) e Let it Be (Michael Lindsay-Hogg), mentre i metallari potranno godere con Decline of Western Civilization Part II: The Metal Years (Penelope Spheeris), con interviste a Ozzy Osbourne, Lemmy dei Motorhead, Gene Simmons dei Kiss e altre icone del genere.

Diverso invece il caso di One Plus One (Sympathy for the Devil), realizzato da Godard nel '68. Per quanto la pellicola mostri i Rolling Stones al lavoro, all'autore francese interessa però soprattutto dipingere la cultura occidentale di quegli anni turbolenti. Il risultato, alla fine, è un mosaico complesso, sperimentale e delirante in pieno stile Godard. 

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