Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 25 Marzo 2015

Ci lascia a 84 anni Gian Vittorio Baldi. Oltre ad aver diretto personalmente diversi film (tra cui "Fuoco!", in concorso a Venezia), ha anche collaborato con artisti del calibro di Pier Paolo Pasolini, Robert Bresson e Jean-Luc Godard

Gian Vittorio Baldi

Il cinema italiano piange uno dei suoi artisti più importanti ma forse meno noti, Gian Vittorio Baldi. Nato a Bologna nel 1930, l'esordio nel lungometraggio avviene nel '62, anno di Luciano, una vita bruciata, seppur la notorietà arriverà solamente qualche anno dopo grazie a quello che è considerato il suo film manifesto, Fuoco!, in concorso per il Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia in quella stagione fatidica che fu il 1968. 

Nel corso della sua lunga carriera, ha sempre vissuto da totale regista indipendente auto-finanziandosi i film, ma questo non gli impedirà di portare alcune delle proprie pellicole fino ai più importanti festival esteri: La notte dei fiori, dramma dagli agguati thriller targato 1972, fu presentato al Festival di Chicago, mentre il suo cortometraggio del 1960, La casa delle vedove, trionfò a Bilbao. 

Eppure, ancora più importante è forse la sua carriera come produttore cinematografico, il quale l'ha portato a collaborare con alcuni dei più importanti maestri della settima arte, e pensiamo a Pier Paolo Pasolini (Porcile e Appunti per un'Orestiade africana), Robert Bresson (Quattro notti di un sognatore), Jean-Luc Godard (Vento dell'est) e  Daniele Huillet / Jean-Marie Straub (Cronaca di Anna Magdalena Bach). 

[Leggi anche: La Svizzera celebra Jean-Luc Godard con un premio alla carriera]

Baldi aveva una passione e un talento che non poteva certamente non condividere con i giovani: così, chiamato dal mitico Adelio Ferrero in persona, per qualche anno ha collaborato al Dams di Bologna, insegnando filmologia e scrivendo il saggio Il linguaggio espressivo del suono e il commento musicale nell'opera cinematografica, poi distribuito da Valimigli Editore. A questo seguirà poi la fondazione di una piccola scuola di cinema a Faenza, posto in cui passerà i suoi ultimi giorni fino alla morte, ma non prima di aver pubblicato Varianze (editore Mobydick), raccolta di 9 racconti brevi scritti direttamente da lui.

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Insomma, un artista totale Baldi, di quelli che hanno abbracciato molteplici forme d'espressione mantenendo sempre un fortissimo rigore di libertà. Oggi, autori come lui non esistono probabilmente più, ed è anche e soprattutto per questo che sentiremo fortemente la sua mancanza. Alle future generazioni, il compito di tenere fede ai suoi preziosi insegnamenti. 

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