Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 9 Settembre 2014

Al cinema Trevi il 9 e 10 settembre 2014 torna il festival diretto da Sergio M. Germani, ancora con una main-partnership del CSC - Cineteca Nazionale che consentirà la proiezione di film come "Graziella" di Giorgio Bianchi e "Sissignora" di Poggioli

Festival "I Mille Occhi" 2014

Al cinema Trevi, il 9 e 10 settembre, anteprima de I mille occhi - Festival internazionale del cinema e delle arti. Il 9 settembre alle 21 presentazione del festival del direttore Sergio M. Germani e il 10 alle 17 e alle 19.

Per la quinta volta con un'anteprima al Trevi e per il sesto anno con la main-partnership del CSC - Cineteca Nazionale, il festival diretto a Trieste da Sergio M. Germani giunge quest'anno alla XIII edizione (12-16 settembre 2014). Sempre più orientato verso la riscoperta del cinema di ogni epoca fuor da recinti retrospettivi, quest'anno conterrà nel programma anche un tassello di variazioni ed estensioni della rassegna Titanus che il direttore ha co-curato per il festival di Locarno. Il che conferma che si può essere "festival internazionale" anche optando per un'attenzione privilegiata verso il cinema italiano.

--- Programmazione --

martedì 9
ore 17.00 Chi è senza peccato...  di Raffaello Matarazzo (1952, 100')
Il film più sfuggente alla serialità tra i sette del regista con Nazzari e Sanson, è tratto da Lamartine e reinventa il mélo in modo sorprendente.
 
ore 19.00 Graziella di Giorgio Bianchi (1954, 92')
E poco dopo si rivolge a Lamartine un altro grande regista italiano, sviluppando quelle convergenze parallele di cui il cinema italiano è stato fertile organismo.
Copia proveniente dalla Cineteca Griffith
 
ore 21.00 Presentazione del festival con Sergio M. Germani
 
a seguire I figli delle macerie di Amedeo Castellazzi (1948, 11')
Cortometraggio che rivolge una domanda dreyeriana a tutto il neorealismo, concedendosi persino una feroce "parodia" di Roma città aperta. Anonimo ma realizzato da Castellazzi, figura a cavallo tra guerra e dopoguerra su cui Dario Stefanoni sta scoprendo per il festival percorsi impensati.
 
a seguire Troppo tardi t'ho conosciuta! di Emanuele Caracciolo (1940, 78')
Unica regia del cineasta ucciso alle Ardeatine, nella copia ritrovata da Lorenzo Ventavoli: un fantastique comico, tra Bragaglia e Michael Powell, con "supervisione" di Carmine Gallone, di cui Caracciolo fu aiuto. Un film di cui nessuno si accorse e che oggi ci folgora. Copia proveniente dal Museo del Cinema di Torino
 

mercoledì 10

ore 17.00  Processo e morte di Socrate di Corrado D'Errico (1939, 108')
Il critico tedesco Olaf Möller, da anni collaboratore prezioso del festival, presenta una duplice carta bianca di libera riscoperta del cinema italiano. Un film contro il potere del cineasta che fu "intellettuale organico" del fascismo.
 
ore 19.00  L'arciere di fuoco di Giorgio Ferroni (1971, 104')
Tra peplum, western (un Giuliano Gemma autodoppiantesi) e cappa e spada, una metafora del potere fuori dal tempo.
 
ore 21.00 Sissignora di Ferdinando Maria Poggioli (1942, 90')
Anche in omaggio a Gianni Buttafava, critico che solo percepì la massima grandezza di questo film, il festival riapre la riscoperta di uno dei grandi cineasti italiani. Con Maria Denis, attrice che sta al cinema italiano come Natalie Wood sta a quello americano, ovvero riapparendo in alcuni dei suoi massimi capolavori.

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