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Autore Erika Favaro :: 23 Dicembre 2015

Il festival svedese si terrà dal 29 gennaio all'8 febbraio 2016 e per la 39° edizione inaugura una categoria esclusivamente dedicata alle serie tv

 Goteborg Film Festival

Il Göteborg Film Festival, il festival del cinema che si tiene ogni anno nella città svedese, è arrivato alla trentanovesima edizione e si terrà dal 29 gennaio all'8 febbraio 2016.

È stato reso noto che il festival di riferimento soprattutto per le produzioni indipendenti e per i paesi scandinavi quest'anno aprirà alla serialità televisiva. Si tratta di una strada che probabilmente molte kermesse cinematografiche si ritroveranno a percorrere a meno che non vogliano perdere dei prodotti davvero interessanti, che esulano dalla ormai vecchia distinzione “televisione-cinema”, la quale presupponeva anche una differenza qualitativa ormai sorpassata.

Molti festival – tra i quali ad esempio la Festa del Cinema di Roma che nel 2014 ha presentato The Knick, la serie girata da Soderbergh – prevedono delle proiezioni per inaugurare prodotti pensati per l'home video; ma il passo avanti che fa il Göteborg Film Festival è quello di dedicare una vera e propria sezione a questo tipo di narrazione che è in continua evoluzione e che in questi mesi sta vivendo una delle sue epoche d'oro.

Il festival era già attento all'industria televisiva, ma la creazione di una categoria festivaliera è un'ulteriore conferma: le serie stanno diventando importanti quanto il cinema. Sarà l'occasione per vedere diverse novità provenienti dal nord Europa tra le quali figurano The Most Forbidden e Occupied. La prima, svedese, è una mini serie di Tova Magnusson scritta da Asa Lantz la quale è basata sull'autobiorgrafia che Kerstin Thorvall scrisse nel 1976 in cui si raccontano i desideri di una donna di mezza età. Occupied, invece, di provenienza norvegese, è basata su un'idea dello scrittore Jo Nesbo che si è immaginato un futuro non troppo lontano in cui la Russia invade la Norvegia.

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Jonas Holmberg, il direttore artistico del festival, si è detto molto soddisfatto della risposta avuta dall'industria televisiva scandinava che in questi anni sta producendo materiale di altissima qualità. Ha commentato in modo entusiasta la novità introdotta nel suo festival: “Questo è un programma che racconta molto bene i paesi nordici di oggi, la nostra storia e le nostre sfide nell'economia e nell'ecologia”.

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