Ritratto di Maria Giorgia Vitale
Autore Maria Giorgia Vitale :: 23 Ottobre 2014

Incontro con Geraldine Chaplin, in occasione della presentazione del film "Dòlares de arena", in concorso nella sezione Cinema d'Oggi. Tante sono state le curiosità che l'attrice ha rivelato al pubblico su di lei e il padre.

Geraldine Chaplin

Poliglotta, vestita in ogni modo possibile nei film, sia da bambina che da adulta. La sua è una carriera longeva e costellata da un'infinità di collaborazioni, ha avuto modo di recitare in film francesi, inglesi, italiani, spagnoli e tanti altri. Con registi celebri quanto quelli esordienti, gli stessi che - come lei stessa ha ricordato - ha accolto in casa sua, avendo cura di leggere la sceneggiatura del film che gli presentavano. La danza classica ha fatto parte di lei per tanti anni: "è stato un grande amore, tuttavia, come ogni grande amore, è finito, mi ha abbandonato. La mia mente diceva che ero una ballerina, ma il corpo diceva altro...". Grazie ad Almodòvar però ha esorcizzato le paure recitando in Parla con lei

Il suo cognome è uno di quelli che certo non passa inosservato, è un cognome importante, cristallizzato tra quelli da ricordare nella storia del cinema e Geraldine non ha nascosto che è stato utile, ai fini della sua carriera di attrice, avere questo cognome, "è stato un vantaggio avere come cognome Chaplin, tutt'ora sento l'ombra di mio padre e percepisco che è stato apprezzato e amato da tutti. E proprio perché io ero sua figlia, tutti si sono fatti in quattro per aiutarmi in questo mestiere".

La Chaplin, sebbene potrebbe essere elevata su un piedistallo, su quest'ultimo proprio lei non vuole sedersi, lo dimostra il fatto che ha deciso di recitare anche in film di registi esordienti e indipendenti, come l'ultimo in cui lei interpreta un'anziana signora ricca che cerca e invano trova l'amore di una giovane domenicana. Perché "se il regista è bravo, io accetto di recitare. Se mi appassionano i registi e le loro storie, non vedo l'ora di lavorare con loro. Così è avvenuto per Dòlares de arena", perciò "se un regista fa buoni film che a me piacciono, voglio lavorare con lui. Non importa poi che agli altri non piaccia".

Poi l'attrice ha ricordato il buon rapporto di lavoro che ha avuto con il regista Robert Altman negli anni '70. Ha dei bellissimi ricordi di quel periodo, "Altman era straordinario, lui aveva un certo tipo di idea di spettacolo, ricordo che ci diceva di buttare i copioni perché dovevamo pensare a quale personaggio eravamo ed esserlo". Poi, dopo aver recitato, si guardava il girato tutti insieme "consumando marijuana, alcol e pop-corn".

Geraldine ha ricordato un fatto curioso: "per quanto riguarda l'esilio di mio padre da Hollywwod, ricordo che che mi diceva spesso che non provava amarezza. Ma non era completamente così. Lui fu cacciato dagli Stati Uniti perché accusato di essere comunista. Per questo motivo ci trasferimmo in Svizzera. Il motivo del trasferimento lo compresi solo all'età di 15 anni, quando io mi ero dichiarata una marxista convinta".

Geraldine Chaplin ha invitato infine il pubblico ad andare a vedere Dòlares de arena, "per me un film straordinario, forse il più bello in cui io abbia mai recitato". 

 

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