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Autore Pierre Hombrebueno :: 12 Gennaio 2016

Lo vedi dal suo sguardo un po' maligno e saccente, che J.J. Abrams è consapevole di essere tra i cineasti più affermati del panorama. Ecco i suoi migliori e peggiori film secondo il nostro insindacabile giudizio

Super 8

Lo vedi dal suo sguardo un po' maligno e saccente, che J.J. Abrams è consapevole di essere tra i cineasti più affermati del panorama. Lo si può odiare o amare, ma rimane il fatto che il nostro abbia forgiato l'immaginario e lo standard del mondo dello spettacolo: prima in campo televisivo con acclamate opere come Lost e Alias, e poi procedendo alla conquista del cinema, e basti pensare ai record che Star Wars: Il risveglio della forza sta continuando a infrangere.

Per quanto ci riguarda, siamo del pensiero che ad oggi Abrams non ne abbia ancora sbagliato uno. Il suo film più bello? Senza ombra di dubbio Super 8, sci-fi del 2011 con protagonista un gruppo di ragazzini su cui spicca l'incantevole Elle Fanning. Paragonarlo a E.T. - L'extraterrestre o I Goonies può suonare esagerato, ma credeteci quando vi diciamo che la pellicola ne possiede la medesima pelle: quella dell'instant cult, del classico istantaneo che continuerà ad esser visto (e goduto) nel corso degli anni, coinvolgendo plurime generazioni. Il senso di meraviglia è sempre carico, così come di fanciullesco stupore: se poi ci aggiungiamo che verso le scene finali ci scappa pure la commozione, allora siamo proprio a cavallo del capolavoro.

Ottimo anche il primo Star Trek del 2009, che ha saputo rilanciare in grande un franchise ormai semi-dimenticato e affogato nell'oblio della senilità. J.J. sale a bordo dell'Enterprise lucidandolo a fondo per regalarci un'avventura che sappia veramente di nuovo e al passo coi tempi: a nascere, assieme al rilancio del brand, è anche una galleria di nuove star, a iniziare ovviamente dai due protagonisti principali, Chris Pine (Capitano Kirk) e Zachary Quinto (Spock).

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Se invece dobbiamo per forza parlare di un film “peggiore”, allora la scelta non può che cadere sul suo sequel, Star Trek: Into Darkness. Ad aver ammesso i suoi errori è stato lo stesso regista, e probabilmente le aspettative erano anche troppo alte dopo il bellissimo predecessore; sta di fatto che il seguito non riesce a pareggiare l'originale per pathos e ipnosi, apparendo un po' moscio in diversi punti, se non addirittura pasticciato. E questo, nonostante la presenza di un villain carismatico e carico di magnetismo come Benedict Cumberbatch.

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