Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 22 Novembre 2015

Il regista scrive al governatore del Michigan per protestare contro le recenti chiusure del governo nei confronti dei profughi

Michael Moore

Quando si discute di immigrazione e accoglienza è facile riempirsi la bocca di belle parole pensando che questo basti a lavare le nostre coscienze. È facile dire che tutti hanno il diritto di fuggire dal proprio paese in guerra per cercare di ricostruirsi una vita e poi sentirsi occidentali democratici. C’è però chi va un po’ oltre, chi si rimbocca le maniche e apre le porte della propria casa ai richiedenti asilo.

In quest’ultima categoria di persone rientra anche il regista Michael Moore il quale ha scritto una lettera a Rick Snyder, governatore del Michigan. Tutto nasce dalle recenti dichiarazioni di Snyder in cui il politico ha annunciato la sospensione degli aiuti indirizzati ai rifugiati siriani. Nella lettera – resa pubblica sul profilo Facebook del regista di Bowling a Columbine – Moore dice di essere pronto a rendere disponibile la sua casa di Traverse City, Michigan per dimostrare il suo impegno concreto nei confronti di un popolo in estrema difficoltà.

La decisione del governatore a detta di Moore va contro le disposizioni del governo Obama – l’unico che potrebbe permettersi di varare tali disposizioni –  ed è da ritenersi un’azione “vergognosa” e “anticostituzionale”.

“Ciò che lei ha fatto è anti americano. Questi non siamo noi. Noi che siamo, nel bene e nel male, una nazione che ha alle spalle tre gruppi di discendenti”, dice Moore pensando alla natura multietnica che sin dalle origini contraddistingue la popolazione statunitense figlia di schiavi africani, di nativi americani sterminati dai cristiani e di immigrati provenienti da tutto il mondo.

La sua casa, dotata di tutti i confort (compresa una nuova lavastoviglie, ci tiene a sottolineare ironicamente l’autore di documentari) è pronta per ospitare chiunque ne abbia bisogno, il suo Michigan – che conta migliaia di americani musulmani – non può voltarsi dall’altra parte e fingere di non vedere cosa sta accadendo nel mondo.

[Leggi anche: Il nuovo documentario di Michael Moore può candidarsi all'Oscar]

Il suo prossimo lavoro, Where to Invade Next, uscirà a dicembre in America, mentre si potrà vedere nel resto del mondo a partire da gennaio 2016. Si parlerà ancora di politica estera USA, ma l’Europa sarà al centro del documentario in cui Moore mescola impegno e satira, lo aspettiamo con ansia.

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