Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 12 Gennaio 2015

È morto a 88 anni Samuel Goldwyn Jr, importante produttore statunitense. Nel corso della sua carriera, ha lavorato con note figure del cinema indipendente e celebrati cineasti come David Lynch, Ang Lee, Anthony Minghella e Kenneth Branagh

Samuel Goldwyn jr.

In un Gennaio terribile, dove le perdite più eclatanti si sono verificate nel giro di un weekend (la scomparsa di Francesco Rosi e Anita Ekberg), il mondo del cinema ha perso un altro nome forse meno celebre, ma assolutamente importante come quello di Samuel Goldwyn Jr, produttore statunitense morto il 9 Gennaio a 88 anni.

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Sostiene Tom Rotham, assunto da Goldwyn per diventare presidente della Goldwyn Company di allora, che “prima ancora che la Disney investisse soldi nella Miramax o si formasse la Fox Searchlight, il business dei film indipendenti è iniziato con Sam nei tardi anni ’70. La gente tende a dimenticarsi che figura seminale è stato, e di quanti registi sono riusciti a sfondare grazie a lui, come David Lynch, Anthony Minghella, Kenneth Branagh e Ang Lee. In un mercato difficile e duro, Goldwyn jr. aveva un occhio per la qualità, e ha utilizzato l’eredità di suo padre per costruire un business”. Samuel Goldwyn Senior era anch’egli un produttore di successo, e finanziò film come Colpo di fulmine di Hawks e Bulli e pupe di Mankiewicz.

“Riguardo Sam, egli era un intenditore che ha realizzato film di alta qualità, finanziando lui stesso i negativi, perciò non erano gli studios a detenere i suoi titoli, bensì lui stesso. È stato essenziale per la fondazione di una nuova era di film indipendenti. Anche quando non ci credeva nessuno, come nel caso di Enrico V, un progetto che suscitava perplessità. Nessuno aveva fatto nulla con le opere di Shakespeare fin da Olivier, e Kenneth Branagh non era ancora noto a chicchessia”. Rotham ha poi ricordato i vari premi ottenuti da Goldwyn jr., ad esempio la Palma d’oro per Cuore selvaggio.

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E non bisogna dimenticare che il produttore non si è preso rischi perché aveva dietro l’appoggio del padre, bensì proprio perché “era un gentiluomo con uno spirito all’avanguardia”. Prosegue Rotham: “L’ho sempre stimato e non voglio che la gente si dimentichi quello che ha significato durante un momento importante per il business indie".

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