Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 7 Gennaio 2015

Già denominato il sequel spirituale di "La vita è un sogno", "That's What I'm Talking About " di Linklater porterà con sé anche un po' di tematiche esplorate in "Boyhood": lo dice lo stesso regista, che racconta i vari fili conduttori dei suoi film

Richard Linklater

That's What I'm Talking About è attualmente in post-produzione e uscirà nelle sale nel 2015: il prossimo film di Richard Linlklater è già stato definito un sorta di "sequel spirituale" di La vita è un sogno del 1993, storia di quattro ragazzi all'high school ambientata nel 1976 dove faceva capolino un giovane Matthew McConaughey. In una recente intervista a Creative Screenwriting, però, il regista ha anche precisato che il film porterà con sé alcuni aspetti già affrontati nel clamoroso Boyhood, uno dei successi del 2014. 

"L'ho appena finito e confezionato, e in realtà ha poco a che fare con La vita è un sogno al di là del fatto che è ambientato quattro anni dopo quando uno dei personaggi va al college. Sarà un film sul divertimento, sull'inizio della scuola e non sulla fine di un anno scolastico. Personalmente credo che sia una cosa di questo tipo, ma è anche una continuazione di Boyhood, credeteci o no. Non so se un film può essere il sequel di due film diversi, ma inizia dove Boyhood finisce, quando un ragazzo arriva al college e conosce i nuovi compagni di stanza e una ragazza". 

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Il film sarà ambientato all'inizio degli anni '80 e racconterà la storia di un freshman al college che cerca di barcamenarsi tra studio e squadra di baseball. Nel cast ci saranno Zoey Deutch, Ryan Guzman, Tyler Hoechlin, Blake Jenner e Wyatt Russell.

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A Empire il regista aveva risposto anche su un effettivo sequel di Boyhood: “C’è una sorta di mondo parallelo che abbiamo creato attorno a questi personaggi fittizi. Quindi non si sa mai, non si sa mai. Però i vent’anni sono interessanti. Ci sono molte aree non rappresentate, dello sviluppo che attraversi. Se pensiamo alla rappresentazione cinematografica sai che forse andrai al college, ottieni una laurea e poi finisci sempre con il matrimonio, figli - e i vent’anni possono essere questo inferno in cui stai ancora cercando di capire chi diavolo sei. Quindi forse ci potrebbe essere qualcosa lì. Ma non lo so, troppo presto, troppo presto”.

Stessa questione per la trilogia di Before: "Ethan, Julie e io passiamo cinque anni solo per recuperare dall’ultimo, quello che serve per farli, prima di realizzare che Jesse e Celine sono a una nuova fase della vita. E non lo so, potrebbe essere la stessa cosa con i membri di questa famiglia, è difficile dirlo”.

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