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Autore Marco Rovaris :: 1 Dicembre 2014

"Non so più se Hollywood è il posto migliore per fare film", le parole del regista di "American Gigolo" a Mar del Plata Festival: Schrader, in rottura piena con i produttori del suo ultimo film, prepara una web series ispirata a "La Dolce Vita"

Paul Schrader

Paul Schrader esprime tutta la sua sfiducia nei confronti di Hollywood, affermando che gli USA non sono, probabilmente, il luogo migliore per fare film: tutto questo accade nella cornice argentina di Mar del Plata Festival, dove il regista, presidente della giuria, ha anche tenuto una masterclass serale e si è lasciato andare a dichiarazioni circa le dinamiche odierne del cinema americano, che vede il suo business messo in crisi da una serie di fattori che, negli ultimi anni, stanno abbattendo le fondamenta del sistema hollywoodiano.

Il regista e sceneggiatore anticonvenzionale per eccellenza, che si guadagnò il rispetto della scena tra anni '70 e '80 grazie alla collaborazione a Taxi Driver e la regia di American Gigolo, sta preparando una web series ispirata alla struttura episodica di La Dolce Vita che si chiamerà Life on the Other Side, composta da segmenti di 10 minuti ciascuno.

La fuga sul web è un altro tassello della diaspora che vede protagonisti molti talenti storici del cinema, che evidentemente condividono il pensiero di Schrader: "Non avrei mai pensato di dirlo, ma, quando ero un ragazzo, credevo che l'unico posto in cui avrei voluto fare cinema non poteva che essere Hollywood. C'era il massimo della libertà, tanti soldi e le migliori personalità. Guardo le cose ora e non so se si potrebbe dire lo stesso: i talenti stanno migrando verso la televisione o Internet".

[Leggi anche: Paul Schrader sul futuro del cinema: "L'idea dei multiplex è deceduta"]

Di certo le ultime vicissitudini cinematografiche non gli faranno cambiare idea. L'ultimo suo film, prodotto da Refn, è Dying of the Light con Nicolas Cage, rimaneggiato e tagliato dalla produzione senza il benestare di Schrader e Refn, che hanno scelto così di manifestare il loro totale disappunto.

Il regista fa presente, inoltre, che la pirateria sta minando le certezze e le possibilità dei film ad alto budget, perché gli incassi languono: "L'idea di proiettare un film in una sala funzionava nel ventesimo secolo; e pensare che la pirateria non ha ancora fatto i danni peggiori: nel mondo della musica ha portato via il 75% dei guadagni, ma la musica sopravvive comunque perché produrla non costa tantissimo".

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