Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 15 Giugno 2015

Ancora critiche per Tea Falco, attrice della serie tv "1992". L'interprete ha infatti pubblicato un post su Facebook, sostenendo quanto sia contraria alla dizione nel cinema. Spietata la reazione del popolo web, tra insulti e contro-argomentazioni

Tea Falco

Tea Falco, l'attrice italiana più bersagliata del web a causa della sua performance nella serie tv 1992, continua a far parlare di sé. Infatti, l'ex musa di Bertolucci (che l'ha voluta come protagonista del bellissimo Io & Te), ha da poco pubblicato un post sulla sua pagina Facebook, probabilmente con l'intenzione di difendere il proprio accento, diventato negli ultimi tempi un oggetto di derisione e sfottò. Scrive l'interprete: “Condanno la dizione nel cinema perché non è necessaria, i personaggi che interpretiamo sono PERSONE VERE CHE HANNO UN ACCENTO! È più difficile studiare i vari accenti e dialetti regionali che applicarsi ad affinare la propria dizione. Poi c’è il lavoro basato sullo studio della psicologia del personaggio da interpretare che parte dalla sua nascita: dove ha vissuto e dove vive, le persone che ha incontrato, la sua famiglia, le sue esperienze, TUTTO QUESTO è UNA PERSONA o personaggio e l'accento ne è parte integrante”. 

 

 

Non sono contro il TEATRO, anzi credo che il teatro sia una bellissima palestra di esasperazione e di ricerca del personaggio. Sono contro il teatro nel CINEMA.In America gli attori studiano gli accenti regionali perché il cinema, essendo verità, riprende personaggi veri. Nel doppiaggio l'anima dell'attore muore dando spazio a una voce che mai potrà eguagliare quella originaria. Viviamo di empatia: parlare, scambiare quattro chiacchiere vere con qualcuno credo sia il senso della vita. Se una persona si nasconde dietro una maschera irreale non è possibile percepirla , non può avvenire lo scambio di energia. Cio’ significa che non stiamo vivendo o stiamo vivendo per finta. Il cinema deve essere verità , il teatro invece è arte, tutta un'altra storia. Anche il cinema può diventare arte in alcuni film capolavoro: nel racconto filosofico di una vita, nella favola ... in pochi altri casi apprezzo la finzione. L'attore di cinema deve fare un lavoro opposto rispetto all'attore di teatro: tutto le intenzioni di pensiero devono essere 'messe dentro' , inglobate in una gestualità reale, come accade quando viviamo normalmente. E' istinto e ragione 'consapevole’, un pensiero sincronico alla gestualità. E' l'osservazione continua di se stessi e degli altri. Nel teatro ogni sforzo è raddoppiato per il semplice fatto che l'attore deve portare la voce e il corpo per farsi percepire da più persone. Entrambi gli approcci recitativi sono difficili ed estremamente diversi l'uno dall'altro. Condanno la dizione nel cinema perché non è necessaria, i personaggi che interpretiamo sono PERSONE VERE CHE HANNO UN ACCENTO! E' più difficile studiare i vari accenti e dialetti regionali che applicarsi ad affinare la propria dizione.Poi c’è il lavoro basato sullo studio della psicologia del personaggio da interpretare che parte dalla sua nascita: dove ha vissuto e dove vive, le persone che ha incontrato, la sua famiglia, le sue esperienze, TUTTO QUESTO è UNA PERSONA o personaggio e l'accento ne è parte integrante.

Posted by Tea Falco on Venerdì 12 giugno 2015

 

In sostanza, quindi, sostiene la necessità, per un'attrice di cinema, di conservare il proprio accento in modo da apparire più realistico davanti agli spettatori. La dizione, infatti, sarebbe più necessaria per una performance teatrale, piuttosto che per il grande schermo. Ovviamente, anche stavolta l'intervento della Falco non ha mancato di ricevere insulti, spesso anche pesanti, sull'usatissimo social network. “Spero che tu muoia schiacciata da un libro di dizione”, gli commenta un aspirante attore, mentre un altro utente commenta così: “Scusa ma allora i grandi attori del passato? Sordi, Gassman, Tognazzi, Manfredi e che mi perdonino quelli che non cito, quelli come facevano? Conoscevano il mestiere alla perfezione, ecco come facevano. Forse i nuovi per evitare di ottenere "l'effetto teatrale" al cinema dovrebbero studiare un po' di più. L'Attore è Attore, non esiste l'attore di cinema o l'attore di teatro”. 

[Leggi anche: "1992 - La serie", il popolo web su Tea Falco: "Cagna", "Improponibile", "Raccomandata"]

Inutile sottolineare quanto ci troviamo d'accordo con gli interventi degli utenti. Differenziare tra attore teatrale e cinematografico suona infatti come mera e inutile giustificazione dei propri limiti. Molti attori di teatro sono passati con successo al cinema e viceversa, e ci basti pensare a Giulia Lazzarini, recentemente premiata come Miglior Attrice Non Protagonista ai David di Donatello per la sua intensa performance in Mia madre di Nanni Moretti. Tutto questo, senza contare la rinomata scuola inglese che comprende nomi come quelli di Alan Rickman, Judi Dench o Ian McKellen: tutti interpreti che alternano palco e grande schermo con un' immutabile bravura, dizione o non dizione, accento o meno. 

Insomma, anche stavolta Tea pare proprio essere caduta nel mirino. Per leggere il post e i commenti nella loro interezza, potete dare un'occhiata sulla pagina facebook dell'attrice.

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