Ritratto di Rosa Maiuccaro
Autore Rosa Maiuccaro :: 7 Settembre 2014

Tutte le reazioni a caldo dei giurati e dei vincitori della 71.Mostra del Cinema di Venezia, il cui palmares, come ogni anno, ha suscitato entusiasmo e delusione, commozione e rabbia, polemiche, clamore e anche indifferenza

Roy Andersson, vincitore Leone d'oro 2014

Aveva proprio ragione il caro Carlo Verdone. “Vi stupiremo”, aveva detto qualche ora fa rivolgendosi ai giornalisti. Ed è stato proprio così. La giuria della 71.Mostra del Cinema di Venezia ha sorpreso tutti distribuendo i premi in maniera piuttosto assennata e sensibile in alcuni casi e piuttosto discutibile, in altri. Dopo tutte le polemiche che hanno accompagnato il suo Hungry Hearts, Saverio Costanzo può dirsi il più soddisfatto di tutti. I due protagonisti del suo film hanno ricevuto entrambi la Coppa Volpi. Adam Driver non è potuto venire ma ha incaricato Costanzo di esprimere la propria gratitudine attraverso una nota. Emozionatissima era invece Alba Rohrwacher che ha ricevuto la Coppa Volpi immediatamente dopo. Con la voce rotta dall’emozione ha sussurrato: “Grazie ad Adam. Lavorare con lui è stata un’esperienza facile e sorprendente e grazie a Saverio che, oltre ad essere un bravissimo regista, è un artista coraggioso e tenace. Questo film esiste solo e soltanto grazie a lui ed è stata un’esperienza indimenticabile”.

Oltre alla soddisfazione per il cinema italiano è stato il Gran Premio della Giuria, assegnato al magnifico documentario The Look of Silence, a provocare attimi di profonda commozione. Joshua Oppenheimer ha ringraziato la giuria tramite un videomessaggio. “È un enorme onore per noi ricevere questo premio. Avremmo voluto ritirarlo di persona ma purtroppo siamo rimasti bloccati all’aeroporto di Chicago. Il protagonista del mio film ha accettato di partecipare a questo progetto perché voleva che gli uccisori di suo fratello si pentissero e ammettessero la propria colpa affinché vittime e aguzzini potessero convivere pacificamente come essere umani. Purtroppo questo non è avvenuto però la figlia di uno degli uccisori ha chiesto scusa da parte di suo padre. Siamo usciti sconfitti da quel film ma questo premio chiude un circolo. È ora che l’Occidente si assuma la propria responsabilità collettiva e impari da un tale esempio di dignità”. A questo proposito è intervenuto anche Tim Roth che ha precisato: “Questo film è un capolavoro, guardarlo mi ha commosso come la nascita di un figlio”.

Se al turco Sivas è stato assegnato il Premio Speciale della Giuria, nonostante il dissenso generale, all’iraniano Tales è andato il premio per la miglior sceneggiatura. Il Leone d’argento è stato attribuito al regista russo Andrej Konchalovsky e al suo fantasioso The Postman's White Nights, storia di uno sfortunato postino in un villaggio sperduto sulle rive del lago Kenozero. Quasi sorpreso Konchalovsky ha sottolineato come il premio lo emozioni tanto quanto il Leone ricevuto esattamente 32 anni prima. E dulcis in fundo, il Leone d’Oro l’ha vinto Roy Andersson e il suo estroso A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence. Il regista svedese ha ringraziato Venezia omaggiando Vittorio De Sica: “Tra tutti i film che amo credo che Ladri di Biciclette non abbia eguali. È un film che mi commuove sempre. Spero di fare ancora tanti film belli come quelli del grande Vittorio De Sica che rappresenta un esempio per tutti noi. Senza l’esempio di quel cinema italiano non saremmo qui oggi”.

Subito dopo la cerimonia di premiazione hanno preso la parola i giurati. La prima è stata Alice Rohrwacher, Presidente della Giuria Opera Prima. “Non stavamo cercando un film perfetto ma il regista con la visione più coraggiosa e innovativa. Il film Court è stato premiato all’unanimità perché è bello e molto moderno. È stata per me una grande gioia presiedere questa giuria”. Quando è arrivato il momento della Giuria del Concorso Ufficiale, il Presidente Alexandre Desplat ha criticato le domande dei giornalisti italiani che insistevano per sapere se Carlo Verdone si era battuto per i tre film italiani. Verdone ha detto la sua: “Erano tre buoni film ma alla fine quello di Costanzo ci ha conquistati tutti da un punto di vista emotivo”. Desplat però non ci sta: “Non capisco il senso di queste domande. Credete che perché io sia francese abbia fatto pressioni sulla giuria affinché prevalesse un film francese?”. Fortuna che la simpatia di Tim Roth ha fatto scomparire in un lampo le polemiche. “Io ho amato tantissimo The Look of Silence e Birdman. È stato favoloso vedere Keaton dare calci in culo. Ho adorato anche l’interpretazione di Naomi Watts. Le vostre recensioni? Io non le leggo né ora né mai. Perciò mi piace parlare con voi perché per me non ha nessuna importanza!”.

Infine Franco Maresco, che ha trionfato con il suo Belluscone, ma che non era presente a Venezia, ha commentato il premio ricevuto tramite una nota. “Dedico questo premio a tutte le persone amiche che mi hanno aiutato anche perché credo che l’amicizia sia il legame più nobile che ci sia. Dedico soprattutto questo premio alla mia Palermo che mi fa tanto incazzare ma porto con me la sua luce che è la più bella del mondo”.   

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