Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 10 Settembre 2014
Locandina di Everyday Rebellion

Recensione di Everyday Rebellion dei fratelli Riahi: un documentario sulle proteste pacifiste che mischia in un unico piatto Femen, Indignados, Primavera araba, Occupy Wall Street e quant'altro senza coglierne sfumature e differenze

Un professore, intervistato dai fratelli Riahi, svela che spesso i suoi studenti hanno come priorità quella di pensare a un futuro lavoro. Per lui fanno un errore, in quanto “dovrebbero invece pensare a ribellarsi al sistema, perchè solo da giovane puoi farlo”. Insomma, inutile pensare al futuro se questo futuro te l'hanno già fottuto, quindi abbandonate momentaneamente i sogni per affrontare la realtà: scendete per strada e iniziate la ribellione. Ma non attraverso proteste violente, quanto pacifiste, magari con palloncini annessi, oppure mettendovi dei fiori in testa a mo' di Cicciolina prima di mostrare le tette al mondo come fanno le femen. Tutto molto bello, nobile e ammirevole, per quanto i più disillusi possano storcere il naso di fronte a tanto ottimismo che sa di fantascienza.

Non è priva di fascino Everyday Rebellion, con la sua mappatura che globalizza l'ansia e i suoi alti ideali meritevoli almeno di essere ascoltati; eppure, il problema è che gli autori mischiano nello stesso piatto i più svariati movimenti odierni: le Femen, gli Indignados, Occupy Wall Street, la Primavera araba, e tanto altro ancora. Rendendole parte di un'unica entità, la pellicola finisce irrimediabilmente per appiattirle, ignorandone le più svariate sfumature, perchè tra un movimento che nasce nei territori arabi per buttare giù cruenti dittature e un altro che prende il via nell'est Europa diventando famoso unicamente per i suoi topless, la differenza non è affatto così sottile. Eppure, si saranno detti gli autori, “tutto fa comunque brodo”, a costo di renderlo insapore. Un'altra scelta discutibile, poi, è quella di aver dato per scontato il background delle sopracitate organizzazioni, sorvolando sulle varie motivazioni che le spingono a protestare; certo, il documentario intende focalizzarsi sui metodi di contestazione pacifista, ma approfondire di più il perchè di tali ribellioni avrebbe sicuramente dato maggior spessore alla pellicola. E invece i registi si limitano a vaghi accenni sfuggenti, e il risultato, alla fine, è un film che sembra fare di tutta l'erba un fascio. Tutto questo, senza contare il lato puramente estetico dell'operazione, il cui editing così elementare sarebbe stato più adatto ad un reportage televisivo, piuttosto che a un lavoro destinato alle sale cinematografiche.

Insomma, il materiale è vasto e le cose che avrebbero meritato di essere esposte sono infinite. Purtroppo, nonostante il film duri quasi 2 ore, la sensazione che prevale è quella di superficiale incompiutezza: un peccato mortale, per un documentario che intende esssere informativo.

(PS: Il professore intervistato, poi, ha toppato alla grande, in quanto non c'è cosa più rivoluzionaria e ribelle, oggi, di un giovane che, a discapito della crisi, continua a cercare con furiosa passione uno stramaledettissimo lavoro) 

Trailer di Everyday Rebellion

Voto della redazione: 

2

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