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Autore Pierre Hombrebueno :: 9 Settembre 2014
Le due vie del destino - The Railway Man

Recensione di Le due vie del destino - The Railway Man di Jonathan Teplitzky con Colin Firth, Nicole Kidman, Jeremy Irvine e Stellan Skarsgård: Una pellicola imbalsamata in cui gli attori sembrano manichini e oggetti scenografici impalpabili

Un film che si fa mattone, Le due vie del destino – The Railway Man è una pellicola il cui odore d'imbalsamazione si sente a distanza, la sensazione di muffa, di vecchio e sorpassato. Peccato, perché la storia, quella di un uomo traumatizzato dalla guerra che reincontra, a distanza di anni, il suo carnefice, poteva regalare più di un collasso emotivo, soprattutto se sostenuta da un rinomato cast che comprende Colin Firth, Nicole Kidman, Jeremy Irvine e Stellan Skarsgård. Il delitto è aver affidato una produzione simile a un regista come Jonathan Teplitzky, evidentemente così amante delle belle confezioni che dovrebbe darsi alla sartoria, piuttosto che al cinema. Va bene che vuole a tutti i costi una fotografia patinata, ma il problema sorge quando deve girare delle scene di brutali torture e finisce per inquadrarle come se stesse fotografando un campo di girasoli per uno spot turistico, riempiendo il quadro di colori caldi da agriturismo toscano.

Il resto è di una pesantezza invivibile, soprattutto il lungo confronto / scontro tra il protagonista e il suo macellaio, momento che intende essere catartico ma che sa solo di granitica superficialità da manuale: Teplitzky galleggia sul bordo e lì rimane, e mai per un momento scorgiamo nel volto dei suoi protagonisti l'ombra di un'evocazione, la suggestione di un'emozione. Le due vie del destino – The Railway Man guarda al cinema classico ma non ne possiede l'ampiezza narrativa (quella che aveva, per esempio, Anthony Minghella) né tantomeno la scorrevolezza nello storytelling: piuttosto, la pellicola inciampa spesso in una sceneggiatura approssimativa che puzza di prima bozza, incompleta, senza le dovute revisioni. Ci voleva evidentemente una mano più personale e vicina alla commovenza (cerebrale) per riuscire a trarne qualcosa di buono, anche perchè bisogna essere davvero maledettamente incapaci per ridurre un'interprete carismatica come Nicole Kidman a puro accessorio scenografico, come se non esistesse, figura impalpabile e inutile.

Che cosa rimanga a fine visione di un film come questo è difficile dirlo; forse i primi 10 minuti, con il protagonista che flirta con la sua bella, per poi rendersi conto di essersi innamorato. Certo è che non sapevamo che sarebbe stata anche l'ultima palpitazione di un'opera che dura 2 ore ma che ne dimostra almeno il doppio.

Trailer di Le due vie del destino - The Railway Man

Voto della redazione: 

1

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