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Autore Pierre Hombrebueno :: 30 Luglio 2015
Locandina di Pixels

Recensione di Pixels: Chris Columbus, il professionista per eccellenza dei film per famiglie (e pensiamo a "Mrs. Doubtfire" e "Mamma, ho perso l'aereo"), realizza una briosa e dilettevole pellicola con un ritrovato Adam Sandler versione nerd

Girare un film per bambini che non finisca per ammazzare gli accompagnatori che abbiano più di 14 anni? Non un'impresa facile, ma Chris Columbus ha già dimostrato più e più volte di essere tra i nomi più affidabili in proposito. Gli possiamo pure perdonare quella cosa bruttissima che è Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo – Il ladro di fulmini, giacché ci ha comunque portato, nel corso degli anni, delle autentiche perle come Mamma, ho perso l'aereo e Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre, senza contare i primi due Harry Potter. Anche stavolta, il nostro riesce nell'intento: i bambini se la spasseranno tra divertimento e risate, mentre i più grandi potranno godere della nostalgia di ritrovare sul grande schermo i più celebri videogiochi anni '80, da Pac-Man a Donkey Kong, passando per Galaga e Tetris. Ancora: abbiamo in campo Adam Sandler, che dopo i suoi fail più recenti (e pensiamo a The Cobbler e Men, Women & Children), pare finalmente aver ritrovato il proprio umorismo, quello che abbiamo imparato ad amare in pellicole come Waterboy e Big Daddy – Un papà speciale. Non a caso, tra gli sceneggiatori di Pixels figura proprio Tim Herlihy, la penna dietro i titoli citati sopra, motivo per cui Sandler fa esattamente le battute alla Sandler, quelle un po' sfottò e un po' da sfigato sulla via della nevrosi nonchalante. 

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Diverse le gag azzeccate, ben sostenute da una squadra di comprimari comprendente Kevin James, Michelle Monaghan, Josh Gad e addirittura Peter Dinklage, palesemente divertito nel potersi togliere momentaneamente l'espressione seriosa del Tyrion Lannister di Game of Thrones – Il trono di spade. A Columbus va il compito di mettere in scena 106 minuti senza far cadere il ritmo e i toni ludici; non un incarico elementare, in quanto il film rischiava seriamente di essere trasformato in un videogioco meccanico scandito pigramente dai livelli da superare. Eppure, Pixels riesce a scorrere fluido per tutta la sua durata, senza intoppi e senza perdere quel brioso mood che ben si amalgama con l'aria condizionata e il pop-corn della sala cinematografica. Niente per cui strapparsi le vene e i capelli, d'accordo, ma sarà che trovare un buon film per famiglie confezionato come puro e dilettevole intrattenimento è diventata una cosa sempre più rara nel cinema hollywoodiano odierno, e non sarà poi un caso che Columbus provenga proprio dagli anni '80 e '90, i decenni degli instant cult fatti su misura di bambini accompagnati dai genitori.

Trailer di Pixels

Voto della redazione: 

3

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