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Autore Davide Stanzione :: 27 Agosto 2014

Recensione di Planes 2 - Missione Antincendio: i debolissimi aeroplanini Disney pagano l'assenza di una storia e di personaggi accattivanti, a partire dal protagonista Dusty. Il risultato è fallimentare e gli sforzi visivi vani

Che Cars fosse di gran lunga il più debole dei film Pixar non è certo un mistero: non tanto per il disegno dei personaggi, visto che qualche caratterizzazione era anche gustosa, quanto piuttosto per la mancanza di una linea narrativa in grado di attaccare alla poltrona qualsiasi tipologia di spettatore, dal più grande al più piccino, tra ironia, stereotipi sovvertiti e rovesciamenti di prospettiva (il marchio di fabbrica delle storie di casa Lasseter da sempre, dal focus sui giocattoli parlanti di Toy Story in poi). Le automobili sono un universo ludico certamente sterminato, ma la passione di Lasseter per i veicoli non era bastata a colmare l’assenza di profondità e di un’idea forte.

Planes 2 – Missione Antincendio di quel film è un parto illegittimo, per cui i risultati se possibile ancora più vani e sconfortanti non devono sorprendere poi troppo. Si tratta d’altronde di un’operazione dalla quale gli studios di Emeryville hanno tolto il loro simbolo, lasciando a troneggiare su locandine e merchandising il solo logo della Disney. È un segnale limpidissimo, che di sicuro non sfuggirà ai più attenti e che provvede a mettere in chiaro tutto: Planes 2, a scanso di ogni equivoco preventivo, è solo un prodotto beceramente industriale, tenuto insieme con gli scarti e i cocci malmessi di altri film precedenti dal canto loro già non riusciti, come il già citato Cars e il suo spin-off Planes. Nient’altro che una copia carbone venuta male, che vorrebbe, un po’ come Cars 2, scansare ogni responsabilità affabulativa e mettere in piedi solo un parco giochi fine a se stesso, nel quale lasciar svolazzare le sue creature digitali con l’unico scopo di attirare i piccolissimi.

Ecco spiegata la scenografia che strizza l’occhio a Piston Peak a Yellowstone, le musiche pompate costantemente, l’epica del volo sottolineata col finto stupore e il blando coinvolgimento di note sparate a mille, laddove però non c’è pathos né tantomeno immedesimazione. E non bastano neanche, in tal senso, qualche movimento di macchina ipercinetico in più e un paio di inquadrature che omaggiano il cinema classico per riabilitare una carcassa che scorre leggera e innocua, ma non per questo non fastidiosa, per soli ottanta minuti. Non molti, è vero, ma vista l’esiguità della carne al fuoco ne sarebbero bastati e avanzati anche dieci. Cars 2 per lo meno osava un po’, azzardava addirittura qualche virtuosismo bondiano, giocava al rialzo proprio quando tutto sembrava orientato a tarpargli le ali e a spingere al ribasso. La pochezza imbarazzante di Planes 2 invece è tutta nelle parole degli autori, che definiscono incredibile la frequenza con cui il fumo e il fuoco compaiono nelle sequenze del film. Facendo leva, insomma, su una meraviglia da età della pietra, sorpassata a qualsiasi latitudine. 

Trailer di Planes 2- Missione Antincendio

Voto della redazione: 

1

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