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Autore Alessandro Tavola :: 26 Febbraio 2015
Locandina di Spongebob - Fuori dall'acqua

Recensione di Spongebob - Fuori dall'acqua di Paul Tibbitt: la spugna di Stephen Hillenburg e il suo spirito allucinato tornano in sala, con un occhio alla fanbase e uno al cinema

Spongebob - Fuori dall'acqua segna il ritorno al cinema del cartoon e se in parte si può considerare il film come un maxiepisodio con tutte le espansioni del caso, dall’altro abbiamo davanti una controprova e reminder di quanto la creatura di Stephen Hillenburg avesse già vinto al momento della sua apparizione nel 1999 (nel 2004 in Italia).

La bizzarria, i personaggi e tutto ciò grazie a cui la serie è giunta al successo nuovamente resistono quasi incolumi nel passaggio alla “norma” del grande schermo pagando qua e là il dazio della convenzione e Spongebob - Fuori dall'acqua riesce nel suo intento chiave: dare un secondo film alla sterminata fanbase della serie che non tradisca e che magari amplifichi lo spirito originario.

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Infatti i momenti WTF abbondano, tra le caratterizzazioni di sempre dei personaggi, viaggi nel tempo, libri magici, delfini ultraterreni (ma con carta igienica annessa), cambi stilistici e un misto 3D-live action da far finalmente dimenticare quello de I Puffi.
Il concetto ben chiaro ed inappuntabile sembra essere quello per cui la cosa più importante di un film su Spongebob è Spongebob: il regista Paul Tibbitt, uno dei veterani della serie tv, ed il suo team hanno avuto evidente carta bianca, ma intestata a chiare lettere, lanciando idee, stimolazioni e follie collaterali (in grado di ricordare Trey Parker e Matt Stone, ma in versione clean) senza però che nessuna giunga ad un acme, come ad esempio la citazione di Clutch Cargo, che finisce col rimanere quasi isolata e fine a se stessa. Il tutto, comunque, rimanendo su livelli sempre più alti di quelli di certi ammiccamenti e “simpatie” che case come la DreamWorks provano solitamente a propinare, rendendo Spongebob - Fuori dall'acqua una pillola allucinogena anche per chi estraneo o restio al cartoon grazie all'apporto di questi elementi extra.

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L’unico essere umano del cast, Antonio Banderas nei panni lerci del pirata Burger Beard, è già (s)scult, con scene in cui si ritrovano soprapposte una certa inconsapevolezza dell'attore e il quasi totale menefreghismo schizzato degli autori, tra l'imbarazzante (ma fa parte del gioco) e un certo retrogusto acido-dolciastro.

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Non che ne avesse bisogno, ma Spongebob - Fuori dall'acqua, oltre che essere in grado di soddisfare pienamente i fan, riesce a ritagliarsi il suo posto nel marasma del cinema d’animazione statunitense odierno, prima di tutto in virtù del fatto di aver praticamente già anticipato tutto più di quindici anni fa e di non essere mai invecchiato.

Trailer di Spongebob - Fuori dall'acqua

Voto della redazione: 

3

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