Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 26 Luglio 2015

Diverse le evocazioni orrorifiche di cui abbiamo goduto in questa stagione che si sta ormai volgendo al termine, dal brutale "Wolf Creek 2" di Greg McLean all'inquietante operazione nostalgica eseguita da David Robert Mitchell in "It Follows"

It Follows

I migliori horror della stagione? Uno è da pochi giorni nelle nostre sale: Wolf Creek 2 di Greg McLean, sequel di un truculento cult del 2005, che riesce a raggiungere senza alcuno sforzo le vette gore dell’originale, innestando il piacere perverso del sangue con un gioco sadico e autoironico, sull’orlo della parodia grandguignolesca. Vero mattatore della pellicola è il villain invincibile e inarrestabile, incarnazione dei valori e degli ideali nazionalistici spinti al parossismo, tanto da costringere la sua vittima a una sorta di quiz show patriottico e folle. Un horror che fa della sua rozza ferocia e della sua lucidissima carneficina un discorso politico, un atto di forza del genere.

Ecco poi uno dei titoli più chiacchierati degli ultimi mesi, It Follows di David Robert Mitchell, che mette in scena l’oggettivazione della paranoia nel suo senso più immediato e primitivo. La storia racconta di un’adolescente che, dopo una notte d’amore con un ragazzo, si trova stalkerata da una creatura sovrannaturale decisa a farla fuori nella maniera più brutale. Unico modo per liberarsi di tale maledizione è trasmetterla a qualcun altro, andandoci a letto. Più che malattia venerea, trattasi forse invece di una metafora delle paure giovanili, della consapevolezza della morte, dell’incarnazione di una sensazione di instabilità e pericolo mai così forte e viva come durante la pubertà. Il tutto, ricalcando perfettamente un mood retrò da anni '70.

Di tutt’altra pasta è invece What we do in the shadows di Jemaine Clement e Taika Waititi, horror comedy che immagina la (non) esistenza di un gruppetto di vampiri coinquilini. Realizzato in stile mockumentary, è probabilmente uno dei film più esilaranti dell’anno, tra le difficoltà di accaparrarsi spuntini umani, le liti su chi deve pulire l’appartamento, le antipatie con i lupi mannari e moltissime altre invenzioni dissacranti. Non guarderete più Dracula nello stesso modo: le risate, mescolate ai brividi, sono garantite!

[Leggi anche: I film horror più attesi del 2015, da Rob Zombie a Guillermo Del Toro]

Per tornare su territori più brividosi e asmatici, da segnalare è sicuramente anche The Babadook di Jennifer Kent, storia di una madre vedova che dovrà vedersela con una strana presenza goth che pare puntare a suo figlio. Il mostro in questione, uscito dai peggiori incubi dell'espressionismo tedesco, come possibile trasfigurazione della pazzia e della violenza domestica? Anche, seppur The Babadook sia decisamente di più, opera virata al nero inchiostro come un incubo ad occhi aperti in cui sciogliersi tra atmosfere soffocanti e frenetico affanno. Ciliegina sulla torta, l'australiana Essie Davis, che ci regala una delle performance più intense dell'annata. 

Infine, impossibile non menzionare Tusk, seconda incursione horror di Kevin Smith dopo l'altrettanto convincente Red State: il risultato è un oggetto al limite dell’assurdo e del grottesco, favola freak e straniante, disturbante ai massimi livelli ma anche capace di infiltrazioni malinconiche quando non struggenti. La storia disperata di un uomo che tenta di trasformare un ignaro ragazzo in un tricheco (!) può sembrare una barzelletta, eppure assume sfumature assai tragiche, di quelle che potrebbero addirittura portarvi una sensazione di macabra commozione. 

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