Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 22 Ottobre 2015

In tutto il mondo si è celebrato il Back To The Future Day: le previsioni azzeccate e quelle che rimangono fantascienza

Ritorno al futuro

Diciamoci la verità: il 21 ottobre, sui social, è stato il Back to the future day. Chissà se Marty Mc Fly se lo sarebbe mai aspettato, se Zemeckis se lo sarebbe mai aspettato. Chissà quanto potevano prevedere gli addetti ai lavori di quella trilogia storica, entrata con maestosa prepotenza nella coscienza collettiva mondiale, l'incidenza e le coincidenze che avrebbero incontrato nel 2015. Nel futuro. Chissà se Zemeckis - il regista - aveva già immaginato di finire “oltre lo schermo” cinematografico e quello televisivo: su quello di un computer.

La Aphophenia Production (USA) si è messa a spulciare la pellicola frame per frame e ha trovato, impressa alla velocità di ventiquattro fotogrammi al secondo – la profezia dell'attacco alle Torri gemelle. Molti di voi si ricorderanno della scena in cui Marty viene attaccato da un gruppo di terroristi libici al parcheggio dei “Pini Gemelli”... solo una coincidenza? Certamente. Nel video che vi proponiamo sono elencate tutte quante. Ma non finisce qui, anzi: è solo l'inizio.

Sono tantissime infatti le fantasie degli sceneggiatori che si sono avverate; tante altre quelle che sono rimaste una fantasia. Ma è comunque oro che cola per tutti gli appassionati del film che ha dato forma al nostro immaginario. Nel secondo capitolo, datato 1989, vediamo Doc indossare una specie di Google Glass, oggetto che ancora oggi per alcuni può apparire futuristico. Sempre nel secondo episodio, vediamo Marty mentre viene licenziato dal suo capo durante una video chiamata: la parola “skype” vi dice qualcosa?

[Leggi anche: In arrivo "Back in Time", documentario definitivo sulla trilogia di "Ritorno al futuro"]

Skateboard volanti, scarpe che si autoallacciano e droni che portano in giro il cane non li abbiamo ancora a portata di mano, ma fanno anch’essi parte di tutti quegli oggetti che si avvicinano alla realtà in cui siamo immersi. Non paghiamo ancora il taxi con le impronte digitali, ma comunque le possiamo usare per aprire porte o farci riconoscere. È affascinante ritrovarsi accomunati da un film, avere una memoria collettiva collegata a una saga cinematografica ormai culto. Ci fa sentire parte di qualcosa.

 Ben arrivati nel futuro dunque, Martin e Doc, chissà cosa pensate di noi. 

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