Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 6 Marzo 2015

È stato l'unico film vietato ai minori che abbia mai vinto l'Oscar, oltre ad essere l'opera che ha spianato la strada alla New Hollywood degli anni '70. Stiamo parlando di "Un uomo da marciapiede" di John Schlesinger, con Dustin Hoffman e Jon Voight

Un uomo da marciapiede

Momento nostalgia direttamente dall'epoca new hollywoodiana. Oggi parliamo di Un uomo da marciapiede, pellicola che John Schlesinger ha realizzato nel 1969. Trattasi, ormai lo sappiamo, di un bromance ambientato a New York tra il gigolò cowboy Buck (Jon Voight) e Sozzo, piccolo truffatore italoamericano (Dustin Hoffman). Il film vinse la bellezza di tre Oscar tra cui quello come Miglior Film, segnando definitivamente l'avvento della New Hollywood e a cui seguiranno la vittoria di autori come William Friedkin (1972, Il braccio violento della legge) e Francis Ford Coppola (1973, Il padrino). Cosa ancor più insolita è che la pellicola di Schlesinger fu bollata dal sistema americano con l'X-Rating (Vietato ai minori di 17 anni, solitamente adoperato solo con i prodotti pornografici), entrando dunque nella storia dell'Academy come unico film premiato nonostante questo divieto.

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Insomma, Un uomo da marciapiede è stato, consapevolmente o meno, uno dei simboli per eccellenza del cambiamento hollywoodiano tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70. Appena l'anno prima, agli Oscar trionfava il musical Oliver! di Carol Reed, ritratto gioioso fatto di canti in piena tradizione della fabbrica dei sogni; contrariamente, il film di Schlesinger ha messo in evidenza il lato opposto, quello degradato e viscido della realtà, con la Grande Mela dipinta come tomba del sogno americano e tutt'altra che glamour. 

Per rinfrescarci ulteriormente la memoria, ecco alcune foto di scena a cura di Steve Schapiro, rinomato artista che oltre ad essere stato un importante immortalatore di eventi imprescindibili della storia americana (e pensiamo alle marce degli afroamericani nel '65, recentemente al centro di Selma di Ava DuVernay), è poi stato anche il fotografo preferito degli autori della New Hollywood, da Coppola (che l'ha voluto sul set de Il padrino) a Scorsese (con cui ha lavorato in Taxi Driver).

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Nel 1998, l'American Film Institute ha inserito Un uomo da marciapiede nella classifica delle migliori cento pellicole statunitensi della storia del cinema, affiancandola ad autentiche pietre miliari come Quarto Potere di Orson Welles, 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock. 

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