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Autore Rita Andreetti :: 28 Novembre 2016

Il nuovo film di Feng Xiaogang non ha ancora smesso di far parlare di sé e si conferma un’opera da non perdere con i premi ai Golden Horse Awards di Taiwan

Feng Xiaoganga in Mr Six

Si è appena conclusa l’edizione numero 53 di uno dei festival più prestigiosi del continente asiatico, il Golden Horse Awards di Taipei, Taiwan. Feng Xiaogang e il suo ultimo prodotto I am not Madame Bovary, si è portato a casa due dei premi più ambiti: il riconoscimento alla Miglior Regia e l’Audience Awards.

La consegna dei premi arriva a ridosso della disputa che ha accompagnato l’uscita nelle sale cinesi di I am not Madame Bovary, in principio programmato per ottobre, poi slittato a novembre per un rallentamento dovuto al visto di censura. Inoltre, il regista si è mosso in difesa del suo prodotto quando ha notato che le sale del rivale Wanda Group, tendevano a minimizzare la presenza del film sugli schermi.

Nessuno di questi ostacoli ha impedito alla pellicola di stra-incassare il primo weekend di uscita (circa 30 milioni di dollari), ed essere addirittura capace di un testa a testa con alcuni blockbuster hollywoodiani ovviamente largamente pubblicizzati. Il premio arriva fortuitamente proprio quando il film è nelle sale cinesi, quindi si presenta come un premuroso incoraggiamento per la platea ad affollare i cinema. In realtà era ambito anche il riconoscimento alla Miglior Attrice Protagonista, Fan Bingbing, che è invece stato conquistato da Ma Sichun e Zhou Dongyu interpreti del film Soul Mate. La miglior pellicola è stata giudicata The summer is gone di Zhang Dalei.

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Feng Xiaogang mette così in archivio il Golden Horse dopo l’acclamata presenza al San Sebastian e a Toronto. Non che il regista avesse così bisogno di un’altra conferma, visto che il pubblico locale lo adora per i suoi precedenti film più facili (Cellphone, Aftershock e Back to 1942) e per le sue dichiarazioni senza mezzi termini. Invece per questa Bovary è richiesto uno sforzo d’impegno maggiore dato che l’80% del film è costruito usando una maschera circolare che limita il quadro e distorce la visione. La scelta fotografica, ma soprattutto la storia disegnata tramite la distintiva interpretazione di Fan Bingbing con tinte da commedia amara, gli sono valse critiche positive e l’uscita nei cinema americani.

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