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Autore Pierre Hombrebueno :: 16 Febbraio 2016

Si è svolta, domenica scorsa, la 30a edizione degli American Society of Cinematographers Awards, i premi dei direttori della fotografia americani. Vincitore assoluto è l'ormai leggendario Emmanuel Lubezki per il suo eccellente lavoro in "Revenant"

Emmanuel Lubezki

Si è svolta, domenica scorsa, la 30a edizione degli American Society of Cinematographers Awards, i premi dei direttori della fotografia americani. Vincitore assoluto è l'ormai leggendario Emmanuel Lubezki per il suo eccellente lavoro in Revenant – Redivivo di Alejandro González Iñárritu: trattasi della terza vittoria consecutiva per il dop messicano, dopo Gravity di Alfonso Cuaron (2014) e, sempre di Iñárritu, Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza).

Sconfitti altri rinomati professionisti del settore come Roger Deakins (Sicario), Janusz Kaminski (Il ponte delle spie), Ed Lachman (Carol) e John Seale (Mad Max: Fury Road), ma quest'anno la gara era veramente agguerrita, e probabilmente tutti e cinque i nominati si sarebbero meritati una bella statuetta celebratoria per il loro geniale lavoro. 

Sorpresa invece in campo televisivo: Vanja Cernjul viene incoronato per l'episodio The Fourth Step di Marco Polo, stracciando rivali del calibro di Fabian Wagner (Il trono di spade) o Christopher Norr (Gotham). Tra le mini-serie o film-tv, gli applausi sono andati al Pierre Gill di Casanova.

[Leggi anche: Da "Sleepy Hollow" a "Birdman": il talento di Emmanuel Lubezki in un video celebrativo]

Il prosieguo della cerimonia? Diversi premi speciali, a iniziare dall'onorificenza alla carriera di John Toll, amatissimo professionista il cui lavoro abbiamo potuto ammirare in pellicole quali La sottile linea rossa di Terrence Malick, Braveheart di Mel Gibson, L'ultimo samurai di Edward Zwick e Cloud Atlas di Tom Tyker e i Wachowski.

Premio speciale anche a Ridley Scott, celebrato per il suo lato visionario che ha tirato fuori il meglio da svariati direttori della fotografia, e pensiamo al Jordan Cronenweth di Blade Runner o al John Mathieson de Il Gladiatore

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