Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 20 Gennaio 2015

L'attore, che nella seconda parte della sua vita si era dedicato quasi esclusivamente al mondo dell'arte, fu protagonista di varie produzioni italiane: il volto carismatico di Renato Mambor ritorna in una rassegna tra musicarelli e cinema d'autore

Renato Mambor

Il 20 gennaio al cinema Trevi, il CSC - Cineteca Nazionale ricorda Renato Mambor, scomparso il 6 dicembre scorso, grande protagonista della scena artistica romana a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Al cinema Trevi giornata di proiezioni e, alle 20.45, incontro con Blu Mambor, Patrizia Speciale Mambor, Felice Farina, Marco Giusti, Gianluca Marziani, Paola Pitagora. 

Avvia la prova gratuita su MUBI

La carriera di Mambor era esplosa quando essere artisti a Roma voleva dire essere al centro del mondo. Fra i vari Schifano, Festa, Angeli, Lo Savio, Pascali, Kounellis, Ceroli, Tacchi, Lombardo, Renato spiccava per il suo cognome, lo stile inconfondibile e persino per la sua fisicità, che gli aveva aperto, fin da giovane, le porte di Cinecittà, quartiere dov'era nato nel 1936.

[Leggi anche: Nuovo appuntamento con Corti d'autore: l'opera di Maurizio Ponzi]

Lo ricorda il critico Giusti: "Ruoli piccoli e medi, di solito di bel ragazzo o di cattivo nel nostro western. Un po' per scherzo e un po' per guadagnare. Li fece anche Pino Pascali, suo amico storico. E, ovviamente, li faceva la sua compagna del tempo, Paola Pitagora, che divenne poi una vera attrice. Per Mambor fu non più che un gioco. Lo troviamo tra la fine del 1959 e il 1960 in I ragazzi del Juke BoxUrlatori alla sbarraIl rossetto di Damiano Damiani, dove fa Vincenzo il garzone, e, ovviamente visto che c'era mezza Roma, ne La dolce vita di Federico Fellini. Ma lui ricordava come sua prima apparizione quella accanto a Walter Chiari e Ugo Tognazzi in Un dollaro di fifa di Giorgio Simonelli. […] Nello spaghetti western fu parecchio in luce. Lo ritroviamo in Un uomo, un cavallo, una pistola di Luigi Vanzi, nel ruolo di Alvarez, in Il figlio di Django di Osvaldo Civirani, come Clint Sullivan, in Se vuoi vivere, spara! di Sergio Garrone, nel ruolo di Dick Logan, in Due once di piombo, in una scena di La resa dei conti di Sergio Sollima. Probabilmente ne fece anche altri, ma di questi se ne ricordava bene. Lo troviamo anche in molti altri film, Il sepolcro dei re, il bellissimo Laura nuda di Nicolò Ferrari con Georgia Moll, L'ammutinamento di Silvio Amadio, La bellezza di Ippolita, Obiettivo ragazzeLa donnaccia di Silvio Siano, Il disordine di Franco Brusati, Una storia di notte di Luigi Petrini. Tutti degli anni '60, più o meno buoni. Poi venne rapito interamente dal mondo dell'arte. Lo ritroviamo come Mario il barista in Tobia al caffè di Gianfranco Mingozzi, molti anni dopo, nel 2000".

La Cineteca Nazionale lo ricorda in questo occasione come attore, a rimarcarne l'estrema poliedricità, che lo ha spinto sempre a mettere in relazione forme d'arte diverse. La programmazione del 20 gennaio:
 
ore 17.00  - Urlatori alla sbarra di Lucio Fulci (1960, 83')
 
ore 19.00  - Il rossetto di Damiano Damiani (1960, 94')
 
ore 20.45  - Incontro con Blu Mambor, Patrizia Speciale Mambor, Felice Farina, Marco Giusti, Gianluca Marziani, Paola Pitagora

a seguire La linea parallela del mare di Felice Farina (1982, 15')

Categorie generali: 

Facebook Comments Box