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Autore Pierre Hombrebueno :: 28 Febbraio 2015

Marco Müller prende le redini del Beijing International Film Festival di Pechino e ora annuncia la squadra che lo affiancherà nel suo nuovo compito di dare alla manifestazione una risonanza più internazionale e artistica

Marco Müller

È di poche settimane fa l'annuncio che Marco Müller, reduce dalla direzione artistica di importantissimi festival internazionali come Locarno, Venezia e Roma, ha preso le redini del Beijing International Film Festival di Pechino, dove ora ricopre il ruolo di consigliere generale. Compito dell'uomo è quello di dare un respiro più internazionale e artistico all'evento, dopo che le precedenti edizioni del festival asiatico hanno dimostrato di saper organizzare monumentali feste, ma non certamente di avere le capacità di chiamare o gestire film importanti a livello mondiale.

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Ora Müller ha finalmente annunciato il team che lo affiancherà in questo difficile ma eccitante compito. Così, con lui ci saranno il regista cinese Chen Zhiheng; l'esperta di cinema russo Alena Shumakova (già docente all'Università di Bologna e consulente al Festival di Roma); l'esperta di cinema cinese e precedente direttrice del Cinéma du Réel Film Festival di Parigi, Marie-Pierre Duhamel; la guru del cinema indiano Deepti D'Cunha; il consulente della Mostra di Venezia Paolo Bertolin; il critico del quotidiano argentino Clarin, Diego Lerer; la giornalista di Film Comment Joumane Chahine; il consulente di Wild Bunch Martin Marquet; la specialista di cinema giapponese Tomita Mikiko; e, infine, l'attore e montatore iraniano Babak Karimi.

Insomma, una squadra da far invidia a qualsiasi festival internazionale, e che garantisce a Müller un'immensa credibilità, almeno sulla carta. I problemi, ormai lo sappiamo, potrebbero invece sorgere con la censura cinese, a tutt'oggi strettissima con le pellicole che intendano affrontare tematiche ancora considerate tabù o vietate come la sessualità o le controversie politiche. Giusto per rendere più chiara la cosa: un film come Nymphomaniac di Lars Von Trier non verrebbe mai proiettato in Cina. Speriamo che questo non freni il lavoro del nuovo team artistico, perché se no Müller faceva prima a starsene a casa in Italia.

[Leggi anche: Paolo Mereghetti denuncia Marco Müller e ottiene un risarcimento di 40.000 euro]

Dunque, non rimane che attendere la prossima edizione del Beijing International Film Festival (al momento ancora senza data precisa), e vedere se la nuova crew sia riuscita a svolgere efficientemente il proprio compito. Buon lavoro alla squadra!

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