Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 9 Ottobre 2015

Un provvedimento voluto da Michela De Biase a sostegno delle sale cinematografiche

Insegna di una sala cinematografica

Nelle stesse ore in cui Ignazio Marino annuncia le sue dimissioni, in un momento in cui Roma appare così stanca e inerme che sembra arrancare, arriva una piccola, buona notizia. Almeno per i frequentatori delle sale cinematografiche.

È una di quelle notizie a cui dovremmo essere abituati, una di quelle che gli italiani dovrebbero pretendere in continuazione.

È  infatti passato un provvedimento a sostegno delle sale cinematografiche di Roma. La promotrice di quest’iniziativa, che prevede l’azzeramento delle imposte IMU, TARI e TASI per i cinema capitolini, è Michela De Biase, Presidentessa della Commissione Cultura di Roma Capitale.

Il Teatro Valle,  il Troisi, l’Admiral, il Gregory, il Nuovo Cinema Aquila al Pigneto: in una città in cui i cinema e i teatri sono lasciati a loro stessi, gli esercenti sono costretti a chiudere i luoghi della cultura. E così la gente, le persone che amano nutrirsi non solo di pizza al taglio, si riversa nelle piazze, come dimostra il successo del cinema all’aperto organizzato la scorsa estate dai ragazzi del Cinema America. Insieme ad altre associazioni, anche l’ANAC, da sempre accanto agli esercenti, ha accolto con entusiasmo il provvedimento. Proprio lo scorso anno, a Venezia, l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici aveva organizzato un convegno intitolato “Prima dei film la sala” per sottolineare l’urgenza con cui si dovevano affrontare le difficoltà vissute da chi gestisce piccole e grandi sale.

[Leggi anche: Come rilanciare il mercato cinematografico italiano?]

Un’altra iniziativa prevede l’assegnazione del “Premio Lizzani” all’esercente più coraggioso, titolo che nel 2015 è stato assegnato ad Antonio Sancassani del celebre Cinema Mexico di Milano.

Nel paese in cui moltissimi immobili della Chiesa sono ancora esonerati dalle tasse, finalmente anche i cinema potranno beneficiare di questi sgravi fiscali. La speranza è quella che il provvedimento venga esteso all’intera Penisola, che la politica, ma anche la società tutta, si renda conto che per avanzare c’è bisogno di cultura libera, di proposte coraggiose. 

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