Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 30 Gennaio 2015

Arrestato nel 2010 dalle autorità iraniane e bannato dal circuito artistico e cinematografico, Jafar Panahi dice che fare film è l'unica cosa che lo rende degno di vivere e la sua arte non si fermerà. "Taxi" è in competizione al Festival di Berlino

Jafar Panahi

Il cineasta iraniano Jafar Panahi ha rilasciato una dichiarazione molto forte circa la sua insistenza a infrangere l'interdizione artistica a cui lo ha costretto il governo del suo paese, un divieto che, appunto, l'autore non ha mai rispettato grazie a vari espedienti. L'ultima furbata del regista è il film Taxi, selezionato per la competizione nell'imminente Film Festival di Berlino.

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"Niente può impedirmi di fare film poiché, quando sono messo all'angolo senza scampo, proprio lì mi connetto con il mio io più intimo e con gli spazi più profondi della mia spiritualità in una maniera così forte che, malgrado tutte le limitazioni, la necessità di creare diventa ancora più pesante", questa l'affermazione di Panahi, che prosegue: "Il cinema come forma d'arte diventa la mia prima preoccupazione. Questa è la ragione per la quale devo continuare a fare film in qualsiasi circostanza per riuscire a guardarmi allo specchio e sentirmi vivo".

Taxi racconta la storia di un autista di taxi di Tehran che porta a spasso per la città una serie di passeggeri che si confidano con lui, ognuno con le sue peculiarità. Si tratta del terzo film che Panahi è riuscito a far scivolare fuori dall'Iran e a far circolare all'estero dopo la diffida del 2010, quando fu arrestato dalle autorità e bannato dal circuito cinematografico.

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La vicenda del regista Jafar Panahi è nota: a causa delle tematiche dei suoi film, poco gradite al regime iraniano, è stato condannato nel 2010 a sei anni di reclusione e a vent'anni di interdizione artistica: non può scrivere o realizzare nuove opere cinematografiche, viaggiare, rilasciare interviste.

Grazie a espedienti vari, negli anni successivi Panahi è riuscito a far uscire ugualmente dal paese film realizzati di nascosto, in maniere avventurose, agli arresti domiciliari. This is not a Film nel 2011 è arrivato a Cannes pare sotto forma di chiavetta usb nascosta in una torta. Closed Curtain nel 2013 ha vinto l'Orso d'Argento per la sceneggiatura a Berlino.

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