Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 28 Marzo 2015

L'attore condanna l'oscurantismo verso le violenze dell'ISIS e le atrocità della guerra, poi difende "American Sniper": Penn sostiene che i media e la società del politically correct abbiano creato persone vuote e disoneste intellettualmente

Sean Penn

Sean Penn ha dichiarato di guardare i video delle decapitazioni dell'ISIS sentendosi spinto moralmente a farlo, perché, secondo la sua opinione, le persone al giorno d'oggi non sono sufficientemente esposte alla violenza reale e, quindi, devono guardarla per capire che cosa vuole realmente dire uccidere una persona. Le dichiarazioni sono state rilasciate al Daily Telegraph, facendo riferimento al fatto che la società venga anestetizzata dal politically correct che si schiera contro il mostrare le atrocità commesse da gruppi come l'ISIS, creando così, però, un mancato confronto e un vuoto di comprensione.

L'attore ha continuato: "Io li ho guardati. Quelli che li guardano e dicono di essere anestetizzati dai film violenti e che non sono impressionati in negativo da quello che vedono sono, innanzitutto, disonesti intellettualmente o vuoti dal punto di vista esistenziale. Il problema è che non stiamo guardando abbastanza violenza autentica. Siamo assuefatti quando poi non vediamo l'orrore della guerra".

Aggiunge Penn sul comportamento dei media oggi rispetto a quello, per esempio, della guerra in Vietnam, quando la tv non aveva tralasciato la responsabilità di mostrare quello che realmente stava accadendo senza censure in quel paese: "Negli anni Sessanta noi siamo cresicuti con gli orrori del Vietnam in televisione ogni giorno. Oggi non è più così per motivi politici. I canali di news in USA hanno omesso molte cose già con la guerra in Iraq: non hanno spiegato cosa stesse accadendo e perché, ma hanno solo mostrato le bare che tornavano a casa".

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L'attore, noto per le sue critiche alla guerra in Iraq, ha anche aggiunto di non avere avuto nessun problema con American Sniper di Eastwood, un film esaltato dalla destra americana e accusato da altri di aver glorificato il conflitto: "Non vedo il problema che altri vedono e non perché io e Clint siamo amici. Non noto glorificazione; uno fa un film e si informa sulla situazione militare della zona, curandosi più degli aspetti tecnici che del messaggio politico. Io e Clint abbiamo avuto delle discussioni e lui è un libertario impegnato, non un repubblicano di vecchio stampo".

Ultima frecciata a coloro che lamentano la troppa violenza nei film di oggi: "Penso che il puritanesimo e la repressione sessuale siano l'origine del problema. Nessuno ha celebrato la violenza come John Wayne, ma nessuno ha mai giudicato negativamente la cosa".

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