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Autore Erika Favaro :: 14 Novembre 2015

Attentato a Parigi: la Fox cancella la prima del film con Tom Hanks in segno di rispetto nei confronti della popolazione parigina colpita dagli attacchi terroristici

il ponte delle spie

È successo al Bataclan, all'interno di quel teatro che i giornalisti chiamano “sala concerti”. L'orrore di venerdì sera, 13 novembre, è andato a colpire un luogo simbolo della nostra libertà, della nostra routine privilegiata. Hanno attaccato uno dei nostri diritti fondamentali, la nostra libertà di uscire la sera per permettere che l'arte renda la nostra vita ancora più bella, o un po' meno brutta. È successo durante un live degli Eagles Of Death Metal, ma sarebbe potuto succedere durante una rappresentazione di Hibsen o un film di Spielberg.

Gli equilibri politici stanno cambiando e di conseguenza anche il mondo del cinema sarà chiamato a riflettere e intervenire. Intanto, è una notizia data da Variety poche ore fa, è stata annullata la première del nuovo film di Steven Spielberg che avrebbe dovuto tenersi a Parigi il 15 novembre.

La Fox – che si sta occupando della distribuzione de Il ponte delle spie – ha dichiarato di aver cancellato gli eventi programmati per solidarietà nei confronti del popolo parigino sconvolto dagli attacchi terroristici.

Il ponte delle spie racconta la storia di James B. Donovan, avvocato di Brooklyn, al quale il governo americano affidò il compito di gestire il negoziato per far rilasciare Francis Gary Powers, un pilota il cui aereo spia era stato abbattuto sopra l'Unione Sovietica; siamo durante la Guerra Fredda e gran parte delle trattative si svolgono a Berlino Est. Proprio nella capitale tedesca si trovava qualche giorno fa il regista di Incontri ravvicinati del terzo tipo per presentare il suo nuovo film interpretato da Tom Hanks.

[Leggi anche: "Il ponte di spie" di Steven Spielberg esalta pubblico e critica al New York Film Festival]

Dopo gli attacchi in cui sono morte più di cento persone, il presidente Hollande ha immediatamente dichiarato lo stato d'emergenza e tutte le frontiere francesi sono state chiuse. Per noi europei purtroppo tutto questo sembra un brutto sogno, un film, ma la finzione in queste ore non è contemplata. Dobbiamo fare i conti con la realtà, con il sangue e la paura, dobbiamo continuare a sentirci liberi cittadini, ma contemporaneamente dobbiamo prendere atto che la notte di Parigi in altri paesi è purtroppo un’inumana routine, che la violenza chiama violenza. 

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