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Autore Pierre Hombrebueno :: 3 Aprile 2016

Juliette Binoche, Valeria Bruni Tedeschi e Fabrice Luchini guidano il cast del nuovo film di Bruno Dumont, "Ma Loute (Slack Bay)", atteso al prossimo Festival di Cannes. Qui il primo trailer fresco di pubblicazione

Ma Loute / Slack Bay

Un cineasta controverso, Bruno Dumont. Uno che divide costantemente i cinefili, e basti pensare a Twentynine Palms, che nel 2003 fu accolto tra fischi e risate di sfottò alla sua anteprima veneziana, prima di diventare un titolo semi-cult con l'andare degli anni. L'ultima volta l'avevamo lasciato con la serie tv P'tit Quinquin, che ha lasciato perplessi diversi viewers ma è stato inserito dai Cahiers du cinéma tra le opere imperdibili del 2014; quest'anno il ritorno al cinema con Ma Loute (aka Slack Bay), la cui prima mondiale, quasi certamente, avverrà al Festival di Cannes previsto dall'11 al 22 maggio.

Siamo nell'estate del 1910, e in una località di mare un sacco di turisti stanno svanendo nel nulla. Due detective, Machine e Malfoy, pensano che l'epicentro delle misteriosi sparizioni possa essere Slack Bay, zona abitata da due famiglie un po' weird, i Bréfort, noti traghettatori del luogo, e gli aristocratici e degenerati Van Peteghems. E in mezzo alle investigazioni, ecco arrivare pure un'atipica love story a complicare ulteriormente le vicende...

Ricchissimo il cast radunato dalla produzione, che comprende alcuni dei volti europei più celebrati del panorama internazionale, a iniziare dalla sempre divina Juliette Binoche, una delle muse predilette da Dumont. Con lei, la nostra Valeria Bruni Tedeschi e, fresco fresco di Coppa Volpi veneziano come Miglior Attore per La corte, Fabrice Luchini. 

[Leggi anche: Festival di Cannes 2016: ecco i film più papabili]

In attesa di vedere come dividerà nuovamente la kermesse, ecco un primo trailer fresco di pubblicazione per farvi un'idea. A produrre l'operazione, la mitica Arte France Cinéma, vera ancora di salvezza per molti cineasti europei. Tra gli altri film che ha recentemente curato, anche Fuocoammare di Gianfranco Rosi (Orso d'oro a Berlino) e Mia madre di Nanni Moretti.

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