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Autore Rita Andreetti :: 6 Settembre 2015

Ecco il primo film frutto degli accordi co-produttivi Italia-Cina: si chiama “Caffè” ed è diretto da Cristiano Bortone

Miriam Dalmazio e Dario Aita

Da anni coinvolto attivamente in Cina, il regista Cristiano Bortone ha da poco iniziato le riprese del primo film che attua fattivamente la collaborazione Italia-Cina secondo gli accordi di co-produzione firmati l’anno scorso. Si chiama Caffè ed è la sua tredicesima produzione come regista (tra i più recenti, Rosso come il cielo, L’odore della terra, 10 regole per fare innamorare).

Il film, che ha iniziato la prima trance di ripreso a Trieste il 10 agosto, prevede di arrivare anche in Belgio e solo prossimamente in terra asiatica. Pechino e la regione meridionale dello Yunnan nel programma del regista, che racconterà tre storie intrecciate dal comune elemento del caffè che ne rappresentano a modo loro, i tre sapori: amaro, aspro e profumato. La storia italiana racconta di una giovane coppia, resa da Dario Aita (La prima linea) e Miriam Dalmazio (Maraviglioso Boccaccio, Sole a Catinelle), che cerca di dare un senso alla propria vita in un Paese che mette sempre di più alla prova: finiscono però per esser coinvolti nel furto di una partita speciale di caffè. Dal Belgio invece Babak Karimi (Orso d’Argento e Premio Oscar per Una Separazione) impersona Hamed, che insegue un black block che gli ha sottratto una preziosa caffettiera d’argento.

In terra cinese invece, coinvolgendo Guo Xiadong (Blind Massage), Xi Qi (Mistery), Zhang Yuqi (White deer plain) e un meno noto Han Tongsheng, Bortone racconta di un giovane che deve scegliere la chiusura di un impianto che sta contaminando le coltivazioni di caffè nella verdeggiante regione dello Yunnan. A rischio c’è il suo matrimonio.

Dopo essere stato tra i promotori dell’importante fondo di collaborazione con l’Asia, Bridging the Dragon, e attivo elemento anche in cattedra alla Beijing Film Academy, Bortone conquista finalmente il pass come prima pellicola co-prodotta dai due Paesi. E non solo: da una parte infatti il film è stato riconosciuto di interesse culturale, dall’altra, questione ben più spinosa, ha ottenuto il pre-visto di censura (detto informalmente “pre”, poiché in ogni caso deve essere ripresentata domanda a film compiuto). La sceneggiatura in realtà è il risultato di una collaborazione multiculturale redatta per poter superare il complesso iter del visto di censura.

[Leggi anche: Attuazione dell'accordo di co-produzione Cina-Italia]

“Per la prima volta ho dovuto confrontarmi con la censura Cinese e tutte i commenti e le indicazioni fornite dall’agenzia delle co-produzioni cinese” ha dichiarato Bortone “Siamo come porcellini d’India”.

Alle spalle del film la casa di produzione di Bortone, Orisa Produzioni, insieme a Rai Cinema e Savage Film per il Belgio. Sul fronte cinese, Road Pictures, fondata dall’ex dirigente di Mercedes China Cai Gongming, e la più rinomata China Blue. Tra i tecnici, Vladan Radovic è il direttore alla fotografia (Anime Nere) mentre Teho Teardo firma le musiche (Il Divo, Diaz).

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