Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 6 Novembre 2015

Il formato richiede grandi disponibilità di tempo e budget, due fattori ai quali bisogna sempre fare attenzione prima di girare un film

Red One

Il sito indiefilmhustle.com propone dei podcast che oltre ad aiutarci a mantenere fluente il nostro inglese danno diversi consigli agli aspiranti filmmaker.

Quello che vi proponiamo oggi ha un titolo un po' provocatorio o polemico, ma l'autore – Alex Ferrari – è molto attento nell'argomentare la sua tesi. Parliamo del perché i registi indie (quelli che noi in italiano etichetteremmo con “esordienti”) non dovrebbero girare in 4K.

La sigla 4K, nel cinema digitale, sta ad indicare l'approssimazione dei circa quattromila pixel orizzontali di risoluzione. Diciamo “circa” perché le immagini prodotte dalle due cineprese più diffuse che lavorano con tale risoluzione (la Dalsa Origin e la Red One) registrano 4096 pixel orizzontali.

L'autore del podcast radiofonico ci tiene a specificarlo: non è contrario al 4K a priori, è semplicemente critico nei confronti di chi lo utilizza pur non avendo due elementi fondamentali alle spalle: il tempo e il budget. Due parole a cui i registi indipendenti pensano con molto più terrore rispetto a un Sam Mendes mentre si appresta a girare un nuovo episodio di 007 o a un James Cameron.

Sembra una cosa di poco conto, un dettaglio, ma le immagini registrate in 4K sono molto pesanti. Questo vuol dire che oltre a richiedere una disponibilità maggiore per lo storage, richiedono anche più tempo per essere esportate e lavorate. Nel cinema, come in molti altri lavori, il tempo è denaro e se per di più avete poche card non sarà bello lasciare la troupe in sospeso mentre si attende che si liberi lo spazio.

Altra argomentazione a sfavore: il mondo della distribuzione non è ancora del tutto pronto. Se non ambite immediatamente ai grandi multisala, molte altre realtà non prevedono ancora il 4K, a partire dall'universo dello streaming on demand. Netflix, ad esempio, si sta attrezzando: possiede l'opzione 4K, ma la resa delle immagini è deludente, risultano compresse e non arrivano a garantire la qualità che ad oggi offre il 2K; la post produzione inoltre richiederà un budget più elevato.

[Leggi anche: GoPro HERO4, l’avventura della vita in 4K]

Il consiglio quindi è quello di capire bene quali sono i mezzi che avete a disposizione, il tutto per lavorare con serenità senza rischiare di complicarsi inutilmente la vita. A ognuno il suo formato, a ognuno il proprio cinema.

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