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Autore Pierre Hombrebueno :: 4 Ottobre 2014

In occasione del Maverick Director Award che riceverà al prossimo Festival di Roma, ripercorriamo qui i 6 capolavori firmati da Takashi Miike che ogni cinefilo che si rispetti dovrebbe aver visto, da "Audition" a "Visitor Q"

Ichi The Killer

94 credits come regista su IMDb a partire dal '91, con una media di 4 lavori all'anno. Sfidiamo a trovare, oggi, un cineasta più prolifico di Takashi Miike, il quale verrà insignito del Maverick Director Award al prossimo Festival di Roma (16/25 Ottobre 2014), e mai premio fu più meritato. Per i neofiti orientarsi in una filmografia così vasta dev'essere un delirio estenuante, ma vi assicuriamo che ne vale assolutamente la pena, giacchè entrare nelle opere di Miike significa immergersi in un labirinto lisergico: dopo, sarete voi a rifiutarvi di trovare l'uscita. Dunque, per facilitare il lavoro dei lettori alle prime armi, ecco i 6 film imperdibili del geniale autore giapponese, 6 capolavori da amare dovesse finire il mondo; e forse, finirà davvero, giacchè ogni singola pellicola di Miike è un'assoluta apocalisse.

 

AUDITION

Tra le pellicole apparentemente più calme e sedate del regista, Audition è in verità un'iniezione letale che ti passa attraverso le vene per poi scombussolarti i sensi man mano che prosegue la storia, fino ad un gran finale che sa di brutale sogno ad occhi aperti in cui è ormai impossibile trovare una direzione. Immenso ed epocale.

 

DEAD OR ALIVE

Per capire Takashi Miike, partite dall'incipit di Dead or Alive: tette, sparatorie gangsta, urla impazzite e nevralgiche, strisce infinite di cocaina, sgozzamenti, sangue, stupri anali nei bagni pubblici, e quant'altro ancora. Tutto questo, solo nei primi 6 minuti, quindi immaginatevi il resto..

 

GOZU

Il surrealismo secondo Miike farebbe impazzire persino Salvador Dalì e Luis Buñuel; un assoluto punto di non ritorno per l'autore, tra strani esseri con la testa di mucca, resurrezioni, cani sfracellati contro il muro e un'atmosfera weird che è assoluta ipnosi verso gli spettatori in viaggio nel più orrorifico incubo onirico.

 

ICHI THE KILLER

Probabilmente l'opera più celebre del maestro nipponico, o comunque il suo film più famoso in occidente. Cinema crazy tra umorismo nero e sadica violenza, il tutto al massimo del virtuosismo stilistico più cool, vestendo la pelle di un indelebile cult che passa attraverso i rasoi del protagonista interpretato da Tadanobu Asano.

 

THE HAPPINESS OF THE KATAKURIS

Quando si dice melting pot: l'autore prende Tutti insieme appassionatamente (una famigliola felice in mezzo alle montagne), e ci infila dentro gli zombie e l'armageddon, in una sorta di Thriller by Michael Jackson però deviato verso la più spassosa comicità. L'incipit animato vale tutta la visione.

 

VISITOR Q

Miike parte dal Teorema di Pasolini, elimina le sfumature politiche e compone un mosaico esistenziale che unisce shock visivo (tra padri sodomizzati col palo e necrofilia) e tenerezza. L'autore racconta un ricongiungimento famigliare passando dal caos per arrivare alla commovente quiete di una madre che accoglie i propri cari fra i suoi seni.

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