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Autore Stefano Cacciani :: 7 Marzo 2016

(spoiler) Frank Underwood deve mettere a tacere i problemi coniugali con la first lady per non venire affossato alle primarie democratiche

House of Cards

Attenzione! Per chi non ha visto le puntate di House of Cards andate in onda in versione originale nella notte tra venerdì e sabato, ed è in attesa dell’appuntamento doppiato di mercoledì 9 marzo, alle 21.10 su Sky Atlantic, quanto segue è spoileraggio allo stato puro.

Capitoli 40 (4x1) e 41 (4x2): riappare una vecchia conoscenza carica di pericoli per il Presidente degli Stati Uniti d’America (Kevin Spacey), Lucas Goodwin, fatto incarcerare con l’accusa di cyberterrorismo. L’ormai ex giornalista dell’Herald era riuscito a ricostruire le malefatte di Underwood compreso l’omicidio della collega buttata sotto un treno della metropolitana, restando però con un pugno di mosche in mano e una finestra a scacchi attraverso la quale guardare dopo che le prove erano state fatte sparire. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Giustizia per inchiodare una banda di criminali, Goodwin esce di prigione finendo nel programma di protezione dei testimoni, inaccessibile persino al Presidente.

Doug Stamper (Michael Kelly) intanto, come ricorderete dal finale della stagione 3, è tornato nelle grazie di Underwood divenendo Capo di Gabinetto, mentre Seth Grayson (Derek Cecil), portavoce della Casa Bianca, stipula una sorta di polizza assicurativa in caso di insuccesso del proprio datore di lavoro facendo il doppio gioco proprio con la Dunbar, contendente di Underwood alle primarie democratiche.

Ma la traccia portante di questo riavvio di stagione è il rapporto tra POTUS e la first lady: Claire (Robin Wright) ha lasciato Frank e si è rifugiata in Texas, nella sontuosa tenuta di famiglia, ma il rapporto con la madre (Ellen Burstyn) malata di tumore è assai problematico; del resto la donna, che non ha mai approvato il matrimonio, prova tanta stima nei confronti del genero, che chiederà alle altrettanto ricche amiche di sostenere la Dunbar.

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Il carico da novanta ce lo mette proprio Claire che, stanca di sentirsi calpestata, decide di giocare la partita in proprio, provando a candidarsi al Congresso nel trentesimo distretto, Texas, ma il posto è già appaltato alla figlia dell’attuale deputata di colore Doris Jones. Ne sorgono non pochi problemi e macchinazioni.

Intanto entra in gioco un altro spin doctor, LeAnn Harvey (la splendida Neve Campbell di Scream) assunta dalla first lady per seguire la propria campagna elettorale; Frank prova ad allontanarla con minacce senza grossi risultati.

Le difficoltà per Underwood arrivano dal tenere nascosta la separazione coniugale: problema che vien risolto usando come giustificazione con la stampa la malattia terminale della madre di Claire, una volta stabilito un accordo di pace forzata con quest’ultima. Ma Underwood, com’è solito fare quando si vede alle strette, spariglia le carte: per bloccare i piani della non troppo arrendevole consorte, durante la lettura dello stato dell’unione al Congresso annuncia la candidatura della figlia della Jones, una mossa che Claire, al rientro immediato in Texas, non prende bene, pensando di rilanciare e di porsi in modo ancora più deciso contro il marito.

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In tutto questo, i problemi arrivano anche dall’estero: il presidente della Russia Petrov sta facendo fuori gli oligarchi suoi oppositori; uno di essi arriva in America chiedendo asilo politico. Frank si trova di fronte ad una scelta difficile, soprattutto perché le ritorsioni di Petrov sul prezzo del petrolio rischiano di mettere in seria difficoltà la sua campagna elettorale. 

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