Ritratto di Silvia Ricciardi
Autore Silvia Ricciardi :: 20 Giugno 2015

Il 20 giugno del 1975 "Lo squalo" diretto da Spielberg fece la sua comparsa nelle sale americane, scatenando il panico tra gli spettatori in sala. A 40 anni dalla prima apparizione analizziamo cosa si nasconde dietro il film...

Lo squalo

Siamo pronti a festeggiare il 40° anniversario de Lo squalo! Esattamente il 20 giugno del 1975 il film di Steven Spielberg veniva proiettato nelle sale americane, scatenando il panico tra gli spettatori seduti al cinema. Jaws, ossia Mascelle, è questo il titolo originale del lungometraggio di cui, a 40 anni dall’uscita, possiamo analizzare diversi aspetti per indagare maggiormente il film cult, traccia indelebile nella mente degli spettatori degli anni Settanta.

Innanzitutto possiamo partire da un’analisi materiale: il film è costato la cospicua somma di 9 milioni di dollari, ma è riuscito ad incassarne ben 471, posizionandosi in vetta al botteghino dell’epoca.

Non solo guadagnò ingenti cifre al botteghino, ma si posizionò anche come primo blockbuster del cinema contemporaneo. La promozione del film venne accompagnata da continui spot che immersero l’immaginario collettivo all’interno del mood filmico tanto da spingerli inevitabilmente a recarsi in sala.

Con proiezioni in contemporanea in tutti gli Stati Uniti, il film attirò l’attenzione mondiale su di sé, tanto che venne ben presto distribuito in tutto il mondo, divenendo a pieno titolo il primo film campione d'incassi che la stagione estiva ricordi. Prima dell’avvento de Lo Squalo nessuno aveva mai osato far uscire in sala un film in piene vacanze estive (infatti in Italia si preferì far uscire la pellicola in inverno, più precisamente il 27 dicembre 1975).

A livello di struttura della sceneggiatura, il film è tratto dall'omonimo romanzo di Peter Benchley ispirato agli attacchi degli squali del Jersey Shore del 1916. Visto che il primo effetto del film fu quello di generare una psicosi collettiva verso gli squali, Peter Benchley, che non voleva assolutamente che grazie alla sua opera gli squali venissero considerati come dei “mostri mangiauomini”, decise di dedicare il resto della sua vita a proteggere gli squali. Così nei primi anni 2000 scrisse un altro libro sugli squali, dal titolo Squali in pericolo, e in un'intervista risalente al 2002 rilasciata al National Geographic, Benchley affermò che la teoria secondo cui gli squali prendano di mira gli esseri umani è errata perché, ogni volta che si vedono persone circondate da squali, è sicuro al 99% che gli squali sono stati attirati con un'esca.

A concludere l’approfondimento sul film non può mancare una breve riflessione sulla colonna sonora. Attraverso le note proposte da John Williams, che utilizzò come leit motiv l’alternanza di due sole note, mi e fa, la suspence che Spielberg voleva scatenare nello spettatore fu ampiamente alimentata, generando un lungometraggio avvincente e sempre attuale. 

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