Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 31 Luglio 2014

Il film del regista sassarese sarà in corsa per il Pardo d'oro al Film Festival di Locarno. La perfidia descritta da Bonifacio Angius sembra essere quella dell'impossibilità di sperare in qualcosa nell'Italia malmessa del giorno d'oggi

Perfidia di Angius

Alla sessantasettesima edizione del Locarno Film Festival troverà spazio il film Perfidia di Bonifacio Angius, al suo secondo lungometraggio, dopo Sa grascia, opera autoprodotta di 62 minuti. Il trentaduenne sassarese dipinge uno scenario periferico che è un chiaro ritratto dei tempi nostri, dominato dall'apatia e da una sensazione di vuoto irrecuperabile. La provincia di Sassari, irriconoscibile nella sua vacuità di emozioni, è lo scenario del rapporto tra un padre e un figlio che si riavvicinano con colpevole ritardo, rendendo vano un tentativo di rinascita emotiva e motivazionale in un paese che non mantiene più una promessa da troppo tempo. L'opera di Angius è, per altro, l'unica firma italiana a competere per il prestigioso Pardo d'oro, uno dei premi più stimati nella cinematografia europea.

Angelo passa le sue giornate al bar e a perdere tempo, incurante del suo futuro; Peppino, il padre, sembra essersi accorto del figlio solo dopo la morte della moglie. Il rapporto trai due è il simbolo di due generazioni a confronto nel tentativo di superare la crisi economica e, soprattutto, spirituale, che affligge ogni città italiana al giorno d'oggi. Una crisi che più si fa sentire più ci si spinge nei meandri della provincia, in questo caso quella sarda.

La produzione di Perfidia è interamente frutto di collaborazioni italiane: si tratta infatti di Movie Factory di Francesco Paolo Montini e della sassarese Il Monello Film di Grazia Porqueddu e dello stesso Bonifacio Angius. Il regista è anche autore del soggetto e, con Fabio Bonfanti e Maria Accardi, della sceneggiatura. Direttore della fotografia è Pau Castejòn Ubeda, il responsabile del suono Piero Fancellu. Il montaggio è stato realizzato da Tommaso Gallone con la supervisione di Cristiano Travaglioli, vincitore nel 2013 dell’European Film Awards per il montaggio di La Grande Bellezza di Sorrentino. La scenografia è di Luca Noce, i costumi di Luisella Pintus, il trucco e l’acconciatura di Gerolama Sale. Le musiche originali sono di Carlo Doneddu. Gli attori Stefano Deffenu, Mario Olivieri, Noemi Medas, Alessandro Gazzale, Andrea Carboni e Domenico Montixi sono tutti di origini sassaresi.

Il direttore di produzione è Grazia Porqueddu, il produttore è Francesco Paolo Montini per la Movie Factory di Roma, i produttori associati Grazia Porqueddu e Bonifacio Angius de “Il Monello Film” di Sassari. Il film si avvale del contributo di Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione Sardegna Film Commission, Fondazione Banco di Sardegna, Comune di Sassari, Camera di Commercio di Sassari e Banca di Sassari.

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