Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 3 Ottobre 2014

Dietro la lettera di minaccia ci sono una dozzina di celebrità le cui foto di nudo sono state diffuse in rete dopo l'attacco informatico che ha colpito gli account iCloud. Google, "immorale come l'NFL", rischia una denuncia per 100 milioni di $

Scandalo iCloud Hollywood

Google è accusato da un legale di Hollywood - che rappresenta numerose attrici le cui foto sono state rubate dagli account iCloud - di non essere stato in grado di rimuovere le immagini dai suoi servizi. In concreto la minaccia esplicita è di intentare una causa con una richiesta di più di 100 milioni di dollari. Attraverso una lettera indirizzata ai piani alti di Google, l'avvocato Marty Singer del gruppo losangelino Lively & Singer sostiene che il più popolare tra i motori di ricerca non solo ha fallito nel tentativo di rimuovere nell'immediato le immagini dai siti tra i quali YouTube e Blogspot, ma anche di aver coscientemente facilitato la presenza delle foto rubate.

“Google sta guadagnando e lucrando sulla persecuzione delle donne", scrive Singer nella lettera datata 1 ottobre spedita, tra gli altri, al CEO Larry Page e al presidente esecutivo Eric Schmidt, "come conseguenza del vostro comportamento apertamente immorale, Google si espone a una considerevole responsabilità e a danni puntivi di compensazione che potrebbero superare i 100 milioni di dollari". Gli executive di Google si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle numerose richieste di commento.

Singer dice che la firma rappresenta "oltre una dozzina di celebrità femminili, attrici, modelle e atlete" alle foto private delle quali il pubblico ha avuto accesso dopo che i loro account iCloud di Apple sono stati violati. La lettera non fa direttamente i nomi delle star interessate.

L'attacco informatico si è palesato il 31 agosto dopo che centinaia di foto di nudo - o nudo parziale - di dozzine di celebrità di Hollywood tra cui Jennifer Lawrence, Kate Upton, Kirsten Dunst e Selena Gomez furono pubblicate on-line. Apple ha dichiarato, in risposta all'incidente, che né iCloud né Find My iPhone sono stati violati e che è in corso un'indagine investigativa a fianco dell'FBI per scoprire chi ci sia dietro quello che è stato definito un "attacco molto mirato".

[Leggi anche: In rete foto private di attrici nude: iCloud violato da un hacker]

Singer ricorda di aver mandato in precedenza più di dieci richieste a Google di rimuovere le immagini dei suoi clienti sotto il Digital Millennium Copyright Act, ma, "mentre provider responsabili come Twitter hanno provveduto immediatamente a rimuovere le immagini e sospendere gli user offensivi, Google ha perpetuato la disdicevole condotta di questi perversi predatori".

Singer, infine, ha giocato la carta 'sensibilizzazione' attraverso un paragone forte con i recenti casi NFL, sostenendo che l'atteggiamento di tolleranza di Google nei confronti di chi vittimizza le donne è comparabile alle ripetute coperture della National Football League nei confronti di alcuni suoi atleti colti a percuotere ripetutamente le loro compagne.

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