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Autore Simona Carradori :: 7 Gennaio 2017

Il padre del cinema horror e distopico si è recentemente scagliato contro le false teorie antisemite attribuite al suo capolavoro satirico del 1988 "Essi Vivono", che come tutti sanno è invece un forte attacco a consumismo e conformismo

Essi Vivono

Il regista e compositore John Carpenter è una personalità che non ha mai avuto paura di dire le cose come stanno, specialmente quando si tratta di difendere il proprio lavoro da attacchi, plagi o commenti poco consoni.

Lo abbiamo visto recentemente aprire una diatriba con Rob Zombie a causa di alcune affermazioni legate al remake del suo celebre Halloween e lo abbiamo seguito nelle accuse di plagio mosse a Luc Besson, dopo le quali si è aggiudicato un risarcimento di 450.000 euro. Oggi, l’autore padre del cinema horror e distopico si è invece scagliato contro le false teorie antisemite attribuite al suo capolavoro satirico del 1988 Essi Vivono, che come tutti sanno è un forte attacco a consumismo e conformismo.

In particolare Carpenter ha accusato i gruppi neonazisti di aver alterato il messaggio alla base del film, spacciandolo per un’allegoria sul controllo del mondo e dei governi da parte della comunità ebraica. Questa strumentalizzazione volta a propagandare ideali di odio non è piaciuta affatto al regista, che sulla sua pagina Twitter ha specificato:

"Essi vivono parla di yuppies e del capitalismo. non ha niente a che vedere con il controllo del mondo da parte degli ebrei, che è una bugia e una calunnia".

Dopo la dura dichiarazione Carpenter ha anche condiviso un secondo tweet proveniente dalla pagina di Barry Freed, che citando il commento del regista ha tuonato:

“Incredibile e spaventoso che questo chiarimento sia diventato necessario. Abbiamo finito la gomma da masticare, fottuti Nazisti”.

Effettivamente non è chiaro come sia stato possibile travisare un messaggio tanto forte e d'impatto come quello racchiuso in Essi Vivono, ma ci auguriamo che dopo le dichiarazioni di Carpenter la strumentalizzazione ideologica del suo capolavoro distopico venga definitivamente messa a tacere.

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