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Autore Pierre Hombrebueno :: 20 Gennaio 2016

La polemica subito dopo l'annuncio delle nomination: per il secondo anno consecutivo, tutti e 20 gli attori candidati agli Oscar sono bianchi. A dire la sua in proposito, adesso, è direttamente la presidentessa dell'Academy, Cheryl Boone Isaacs

Oscar

La polemica subito dopo l'annuncio delle nomination: per il secondo anno consecutivo, tutti e 20 gli attori candidati agli Oscar sono bianchi. Una cosa, questa, ritenuta inaccettabile da Spike Lee e Jada Pinkett Smith, che hanno invocato il boicottaggio della prossima cerimonia prevista il 28 febbraio. A rispondere, adesso, è direttamente la presidentessa dell'Academy, Cheryl Boone Isaacs, che pare essere d'accordo con l'autore e la moglie di Will Smith.

Dichiara in un comunicato: “Vorrei sottolineare il meraviglioso lavoro dei nominati di quest'anno. Ma mentre celebriamo le loro straordinarie imprese, nel contempo ho il cuore spezzato e sono frustrata per le esclusioni. Questa è una conversazione difficile ma importante, ed è il momento per dei grandi cambiamenti. L'Academy sta facendo dei grandi passi per modificare la formazione dei propri membri. Nei prossimi giorni e settimane condurremo una verifica delle nostre prassi per riuscire a portare più diversità nella nostra classe del 2016 e oltre”.

Prosegue: “Non è una cosa senza precedenti per l'Academy. Negli anni '60 e '70 riguardava l'includere membri più giovani per rimanere vitale e rilevante. Nel 2016, il mandato riguarderà l'inclusione in tutte le sue sfaccettature: gender, razza, etnicità e orientamento sessuale. Riconosciamo le preoccupazioni della nostra comunità, quindi apprezzo il fatto che vi siate rivolti a me per riuscire ad andare avanti insieme”.

[Leggi anche: Troppi bianchi agli Oscar 2016: Spike Lee e Jada Pinkett Smith boicottano la cerimonia]

Insomma, nel corso dei prossimi anni, l'Academy intende assolutamente coinvolgere dei nuovi membri appartenenti a minoranze, in modo da portare maggiore diversità fra le nomination. La strada è decisamente lunga, ma la Isaacs pare fiduciosa: riuscirà nella sua intenzione di ringiovanire un'istituzione così solida e conservatrice?

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