Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 11 Marzo 2015

Dana Flor e Toby Oppenheimer vogliono raccontare la storia della gay gang Check It, che, dai quartieri difficili di Washington D.C., lottano contro la discriminazione per sfondare nel campo nella moda. Il crowdfunding serve per terminare il progetto

Check It

I filmmaker Dana Flor e Toby Oppenheimer (The Nine Lives of Marion Barry) hanno lanciato una campagna di crowdfunding sul sito Indiegogo al fine di raccogliere 60.000 dollari per terminare il loro documentario sulla gay gang Check It: l'omonimo lavoro racconta la storia di questa gang, costituita da giovani omosessuali afro-americani, costantemente in lotta per la sopravvivenza in uno dei quartieri più violenti di Washington D.C.. La campagna di raccolta fondi sarà attiva online fino al 4 aprile.

Avvia la prova gratuita su MUBI

La compagnia dei due registi, Macro Pictures, sta producendo il lavoro con Olive Productions - fondata da Wren Arthur, Steve Buscemi e Stanley Tucci - e RadicalMedia con i produttori Justin Wilkes e Dave O'Connor. Il nucleo centrale di Check It è il percorso di cinque amici d'infanzia che si coalizzano in un gruppo affiatato e forte nel tentativo di uscire da una situazione ghettizzata e con l'obiettivo di svoltare nel campo della moda.

"Mentre una porzione dei fondi che riusciremo a incassare sarà utilizzata per completare il film - che, attualmente, è nelle fasi finali di montaggio -, un'altra parte, il 10%, andrà ai ragazzi stessi, nel tentativo di aiutarli a comprare macchine da cucire e tessuti per le loro future linee di moda", così hanno dichiarato i filmmaker.

[Leggi anche: È virale il documentario cinese sull’inquinamento dell’aria]

Il progetto della coppia è importante perché affronta più tematiche in un solo lavoro, come la ghettizzazione, il razzismo e la diversità sessuale. La storia della gang Check It esplora il potere della coesione e della forza di volontà per riuscire a uscire da situazioni socialmente ed economicamente disagiate dove chi si ritrova a viverci in giovane età è quasi sempre destinato a una vita segnata al peggio, perché gli strumenti culturali e materiali per un cambiamento di orizzonti non sono praticamente concessi.

La situazione dei quartieri afro-americani poveri sono un problema annoso negli Stati Uniti, spesso lasciata a se stessa in un inquietante ciclo di vite che si risolve tra sovrappopolazione e alta mortalità della quale più volte le autorità sono state additate come artefici volontarie dai principali attivisti in favore della comunità nera.

Categorie generali: 

Facebook Comments Box